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Digital Detox: prendersi una pausa dal digitale

L’espressione Digital Detox è entrata a far parte del nostro lessico solo da pochi anni, quando nel 2013 è stata introdotta all’interno dei vocaboli inglesi di uso comune. Quest’espressione si riferisce alla pratica di prendersi una pausa per un breve periodo da qualunque dispositivo elettronico come, per esempio, smartphones, tablets e computers.

Secondo uno studio condotto dalla società di ricerca Dscout, l’utente medio tocca il proprio dispositivo mobile 2.617 volte al giorno. Un numero impressionante. Ma c’è di più: coloro che utilizzerebbero il cellulare in modo più estremo arriverebbero a toccarlo ogni sedici secondi, circa 5.400 volte. Il quadro è quello di una società che vive sempre più a stretto contatto con la tecnologia, sempre più dipendente dai dispositivi mobili.

Le conseguenze: ansia e depressione, ma non solo

L’uso eccessivo dello smartphone e la dipendenza da social avrebbero diverse conseguenze. Ansia e depressione sarebbero alcuni dei sintomi più comuni e diffusi, specialmente tra più giovani. Sono stati coniati diversi nomi per dare un nome a nuove dinamiche dell’era digitale, prima mai sperimentate. Una di queste è la cosiddetta FOMO (Fear of Missing Out). È un termine usato per descrivere la paura, soprattutto dei più giovani, di essere esclusi dal mondo digitale e di perdersi qualcosa di importante. Questo porta i ragazzi a monitorare costantemente le proprie bacheche e a diventare dipendenti da smartphone e cellulari.

Altri disturbi, come insonnia e irritabilità, deriverebbero invece dall’eccessiva esposizione alla luce blu generata dagli schermi dei nostri smartphone. Oltre a conseguenze di carattere psicologico, possiamo addirittura riscontrare nei casi più estremi conseguenze di carattere fisico. Uno di questi è il cosiddetto “pollice da smartphone”. Il termine viene usato per descrivere la posizione assunta dalla mano per scrivere e-mail e messaggi che potrebbe avere come conseguenza l’artrosi. Oltre alla mano, un’altra area su cui l’uso eccessivo dei nostri dispositivi elettronici potrebbe avere pesanti conseguenze è il collo, a causa della cosiddetta posizione “TextNeck”, o “collo da messaggi”. Adottare questa posizione porterebbe a dolori al collo e all’intorpidimento della colonna vertebrale fino ad arrivare, nei casi più seri a veri e propri danni per i dischi vertebrali.

Digital Detox: tra mode, challenges e iniziative di marketing

Uno dei consigli di esperti e psichiatri per allontanare questi disturbi è fare a meno per un periodo di tempo limitato, che può variare in base alle necessità personali, dei propri dispositivi elettronici. I benefici per chi decide di disintossicarsi dal digitale, almeno per un po’, sarebbero diversi. Da un miglioramento della qualità del sonno, fino a un miglioramento della postura. Inoltre, ci sarebbero dei benefici per la memoria e una partecipazione più attiva e attenta alle conversazioni face-to-face.

Inoltre, è davvero facile trovare online delle community che si dedicano a questa pratica e che dispensano consigli ai neofiti che vorrebbero prendere una pausa dai propri dispositivi elettronici. Su YouTube, digitando “Digital Detox” è possibile trovare decine di video: da quelli che spiegano il perché dovremmo intraprendere questo percorso fino a vere e proprie challenges di trenta giorni, che sfidano i partecipanti a fare a meno dei tanto amati devices.

Oltreoceano, da tempo questa pratica è molto popolare. Basti pensare che una nota catene di alberghi canadesi fornisce ai propri clienti una lussuosa esperienza di electronic rehab, confiscando loro tutti i dispositivi elettronici. Costo dell’esperienza? Circa 500 dollari a notte.

“SEI davvero social? Allora #posalo

Con questo hashtag, un gruppo di ricercatori dell’università IULM di Milano, all’interno di Nudge Italia, ha condotto un esperimento sociale basato sul Digital Detox volto a ridurre i livelli di stress e ansia dei partecipanti. I ricercatori hanno invitato alcuni pub milanesi a prendere parte all’esperimento sociale. L’obiettivo è quello di spingere i clienti, attraverso il cosiddetto nudging o spinta gentile, a spegnere per un po’ i propri dispositivi elettronici e godersi un momento di sana convivialità, per un miglioramento del benessere individuale. I clienti sono stati invitati a posare i propri smartphones all’interno di appositi cestini fino alla fine della serata.

Alcune considerazioni

Che si necessiti o meno di un periodo di Digital Detox, è opportuno notare come la tecnologia sia ormai entrata a far parte in modo sempre più pervasivo del nostro quotidiano. Di per sé, essa ha carattere neutro, e ovviamente dipende dall’uso che si decide di farne. L’importante è tenere sempre in considerazione che il suo uso smodato può avere delle importanti conseguenze sia a livello fisico che emotivo.

 

A cura di

Miriam Salamone


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