La cyberpsicologia: ecco cos’è

La cyberpsicologia è quella branca della psicologia, di nuovissima invenzione, dedicata allo studio delle nuove strutture cognitive, di relazione e di funzionamento psicologico, dei c.d. nativi digitali, ossia chi “è nato nell’era della rete e di internet” (Treccani). 

In breve, la cyberpsicologia è lo studio dell’impatto della tecnologia sul comportamento umano. Oggi il digitale è parte della quotidianità: ovunque ci giriamo vediamo uno schermo, dei processi automatizzati, leggiamo libri con l’e-reader e prenotiamo appuntamenti medici online. 

La cyberpsicologia è una disciplina peculiare, così come peculiare è l’oggetto del suo studio: la mente dei nativi digitali, infatti, rispetto a quella delle vecchie generazioni, è in continua e velocissima evoluzione. I bambini di oggi sono abituati fin da piccoli ad avere a che fare con una tecnologia molto avanzata, sono capaci di utilizzare smartphone e tablet con una dimestichezza che noi adulti, forse, non apprenderemo mai. 

Qual è l’obiettivo della cyberpsicologia?

Gli obiettivi della cyberpsicologia sono essenzialmente due, strettamente interconnessi l’uno con l’altro: il primo è volto alla comprensione di come gli esseri umani utilizzino il computer e la rete, mentre il secondo, analizza come questi influiscano sui comportamenti e sulle strutture psicologiche degli individui.

Elementi di cyberpsicologia sono fondamentali in ambiti quali: social media, videogiochi, benessere digitale, sicurezza informatica, comunicazione e marketing digitale, e così via. 

La cyberpsicologia trova un terreno particolarmente fertile nello studio della relazione tra le persone e i social network: questi ultimi possono essere usati sia per cercare e offrire supporto sociale, sia per costruire il proprio sé, per raccontarsi e quindi definire la propria identità sociale. Negli ultimi anni, l’uomo digitale ha instaurato una relazione privilegiata con la rete, e in particolare con l’immagine che la rete mostra della sua personalità, dell’identità che lo stesso rimanda all’esterno per il tramite del mondo online. Questo, in particolare, ha portato col tempo alla nascita di nuove patologie psichiche legate a questo mondo. La cyberpsicologia esplora, tra le altre, l’abuso di sostanze, la sindrome da deficit di attenzione e iperattività, la depressione e i disturbi d’ansia sociale provocati dall’utilizzo degli strumenti digitali.

Alcuni esempi di tecnologie a disposizione dell’attività professionale di psicologo digitale possono essere: E-Therapy, videogame e serious game, realtà virtuale, robotica e intelligenza artificiale, apprendimento digitale, neuromarketing, biofeedback e neurofeedback. 

Perchè abbiamo bisogno della cyberpsicologia

La psicologia studia la realtà “analogica”, mentre la cyberpsicologia studia la realtà “digitale”. 

Il mondo tecnologico va veloce, e da questa intuizione (anche se, più che un’intuizione, basta semplicemente dare un’occhiata alla realtà che ci circonda, per renderci conto di quanto ognuno di noi arranchi, per stare al passo con i progressi tecnologici) nasce la cyberpsicologia, la quale studia, riflette e indaga l’impatto del digitale – positivo, negativo o neutro che sia – sulle persone. 

Le interazioni che si verificano online hanno sicuramente delle qualità “diverse” a causa del mezzo con il quale si verificano, ed è proprio su queste differenze che la cyberpsicologia si concentra (ad esempio, l’anonimato online incoraggia molto spesso le persone a comportarsi diversamente da come farebbero nella vita reale).

Un corso universitario

Nel 2014 è stato aperto il primo corso universitario di cyberpsicologia presso l’Università LUMSA di Roma, promosso dal dott. Tonino Cantelmi, il primo a studiare in Italia la tecnodipendenza e l’impatto della tecnologia digitale sulla mente umana. Il corso, che attualmente non è più attivo, si è svolto nell’anno accademico 2015/2016.

Il corso affrontava argomenti come l’impatto della tecnologia digitale sulla mente umana, i nuovi percorsi dello sviluppo psicoaffettivo e socio relazionale, l’apprendimento tecnomediato e i suoi risvolti psicologici, le dimissioni cognitive, affettive e relazionali nell’era digitale e le sue implicazioni psicologiche, l’aiuto psicologico online, le dipendenze tecnomediate, le dipendenze comportamentali, la dipendenza da internet e l’abuso di tecnologie e la psicologia dei videogiochi.

Ma la lista delle università che hanno offerto o offrono corsi di cyberpsicologia non si ferma qui: tra le altre, l’Università Bicocca di Milano ha previsto, per l’anno accademico 2020/2021, lo studio della cyberpsicologia all’interno del corso di psicologia sociale, economica e delle decisioni. 

 

 

A cura di

Martina Nicelli


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