Educazione Civica Digitale

Anoressia social: più sei magra più sei famosa

Online tutto appare più bello. Gente felice che stappa una bottiglia di prosecco in riva al mare o che viaggia in giro per il mondo. L’imperfezione non esiste. Tutti sono soddisfatti della loro vita e si ostinano a mostrarlo ai propri follower. Che sia un episodio di vita quotidiana o altro, i social media hanno risucchiato ogni nostro momento: ogni attimo della nostra vita è lì, su quella piattaforma.
Pirandello diceva che ogni persona si nasconde dietro una maschera che cela la sua personalità. Se ci pensiamo è così: siamo sicuri che le persone sui social siano davvero così felici come vogliono far credere?

Cos’è l’anoressia social?

Cerchiamo di apparire impeccabili. Nessun capello fuori posto e sempre in sintonia con ciò che ci sta intorno. Che poi alla fine è come se il tutto ci fosse stato imposto. Siamo abituati a vedere e a seguire personaggi che non rispettano i canoni della realtà, e questo fattore di pseudo realtà intacca soprattutto le ragazze, che cercano in ogni modo di adeguarsi a quei canoni.

Alcune ragazze mettono a rischio la propria salute pur di apparire perfette. Si parla di anoressia social, ragazzine che vogliono apparire uguali alle loro beniamine. Pensano di essere sbagliate, non all’altezza e brutte. Si inizia poco alla volta, fino ad arrivare a un punto di non ritorno. Certo, l’anoressia non è un fenomeno sorto recentemente, però è un fenomeno in crescita. Negli ultimi anni i casi di anoressia sono arrivati a 70 milioni nel mondo e una buona parte può essere in qualche modo ricondotta ai social.

Combattere l’anoressia social con l’educazione digitale

Questo fenomeno non è da sottovalutare poiché cambia davvero una persona e la porta sulla strada dell’eterna perfezione. Cerchiamo di sembrare reali prendendo esempio da persone che non lo sono. Questo non giova non solo dal punto di vista estetico ma anche dal punto di vista psicologico e fisico.

70 milioni è un numero spaventoso, che deve far riflettere. Purtroppo si tende a sottovalutare questa problematica: sembra assurdo che una ragazza possa arrivare a tanto semplicemente per mostrarsi all’altezza. Eppure è così. A scuola ci insegnano a non drogarci, a non fumare e a non bere. Perché invece non si parla di educazione digitale? Che poi i social, se usati bene, possono essere realmente utili.

I casi famosi di anoressia social

Fortunatamente ci sono persone che insegnano alle ragazze a osare, nonostante la taglia, e a piacersi così come sono. Uno degli esempi principali è Ashley Graham, modella curvy tra le più pagate al mondo.
Questo orrore però non colpisce solamente le giovani adolescenti ma anche personaggi famosi. Un esempio è Valentina Dallari, diventata famosa grazie al programma televisivo Uomini e Donne, che ha avuto problemi alimentari per colpa della pressione derivante dai social. In un servizio del programma Le Iene ha raccontato di come sia arrivata a trovarsi in quella situazione e del suo percorso di riabilitazione. Cercava di apparire come Chiara Biasi, anche lei accusata numerose volte di essere troppo magra, perché essere come lei significava avere più follower e più collaborazioni con i brand.

Anoressia social: fan vs. haters

Forse sui social questo problema emerge più facilmente perché si ha l’abitudine di postare ogni azione. Con una sorta di backup potremmo vedere come siamo cambiati nel corso degli anni. Venti anni fa si raccoglieva tutto in album fotografici, oggi invece abbiamo la galleria dello smartphone e i social. Eppure in casi critici come quelli descritti più sopra i social possono anche aiutare. Riprendendo il caso di Valentina Dallari, sono stati gli stessi i fan ad accorgersi del suo graduale cambiamento.

Se impariamo a utilizzare nel modo giusto i social, questi possono aiutare a sconfiggere molti demoni. Instagram non è frequentato solamente da haters – quella gente che, pur non conoscendoti, va sempre contro di te – ma anche da persone che ti vogliono bene e che con un piccolo aiuto cercano di salvarti.

La cosa migliore per non cadere in tunnel senza uscita è forse proprio il fatto di essere se stessi e apprezzarsi così come si è.

A volte mi sveglio e penso: “Sono la donna più grassa del mondo”. Ma tutto dipende da come gestisci quei risvegli. Io mi guardo allo specchio e ripeto delle semplici frasi: “Sei coraggiosa. Sei brillante e sei bellissima”.

Ashley Graham

A cura di

Lucrezia Costantino


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