Educazione Civica Digitale

Il lato oscuro della Rete: Criptomercato e Dark Web

Abbiamo già parlato della sostanziale differenza tra tra Web, Deep Web e Dark Web, ossia le reti pubbliche, quelle non indicizzate e il “Lato nascosto” dove si concentra la maggior parte delle attività illecite. In particolare, il criptomercato è un vero e proprio crocevia di vendite e acquisti di merci illegali (talvolta di persone, purtroppo), un florido commercio della malavita che sopravvive nonostante i controlli e le restrizioni, grazie alla malleabilità della rete stessa.

The Onion Router, fonte di anonimato

Il Dark Net funziona come un club esclusivo in cui non si entra senza un pass VIP o un determinato outfit. L’unico modo per accedere è usare providers di rete anonimi e VPN, motori di ricerca come TOR o I2P nei quali è comunque necessario inserire link diretti per accedere a un sito o a una lista, come su Google.

Il principio di TOR è proprio quello della cipolla: una serie di strati sotto i quali mascherare le proprie attività, senza rischiare di essere intercettati da malviventi e autorità. Naturalmente, usare TOR per esplorare Deep e Dark Web comporta dei rischi enormi per l’utente, e non si tratta solo di semplici furti di dati o password, ma di violenze anche fisiche.

Criptomercato, il mercato del crimine

Superato il primo step, davanti ai nostri occhi si apre un mondo piccolo quando organizzato: se abbiamo inserito un link per il motore di ricerca, compare una vera e propria lista di siti non indicizzati con nomi più o meno fantasiosi, ognuno dei quali è generalmente specializzato nella vendita di un determinato prodotto. Ci sono pagine dedicate all’acquisto di droga in piccole, medie o grandi quantità, altri che vendono armi di vario genere, pedopornografia assortita, altri ancora che rivendono oggetti rubati e persino siti che offrono assassini su commissione.

Quest’ultimo punto è ancora molto discusso, poiché non c’è una prova certa di un servizio di omicidi a pagamento, sebbene le cronache abbiano spesso parlato di persone arrestate per aver assoldato dei sicari sul Dark Web. È stato messo in discussione anche un fantomatico mercato di esseri umani, per lo più donne e minorenni destinati alla prostituzione e al lavoro in nero. Non c’è tuttavia evidenza della sua esistenza del DW.

Contanti, Carta o Bitcoin?

Tutto in Bitcoin, naturalmente. L’unico modo per pagare questi malaugurati “servizi” è usare una criptovaluta, o moneta digitale non tracciabile guadagnata più o meno illegalmente. Il BC non è riconosciuto come moneta “ufficiale” a livello internazionale e sempre più persone di questi tempi lo utilizzano per convertire il proprio denaro in valuta digitale, in attesa di un rialzo in borsa.

Ci sono diversi modi per guadagnare Bitcoin, alcuni dei quali fondamentalmente basati sul Mining: un processo che sfrutta i processori dei computer, mandandoli in Overclock per produrre energia e convertirla in Bitcoin. I prodotti venduti sul Dark Web sono, dopotutto, molto costosi.
Si pensi soltanto che un fucile d’assalto di contrabbando con numero di serie limato può arrivare a costare fino a 2 interi Bitcoin (circa diciottomila dollari!).

Ad acquisto effettuato, il “pacco” può essere spedito in diversi modi, persino alla porta di casa. Non è tuttavia chiaro come vengano elusi i capillari sistemi di tracciamento della posta odierna.

Far West Digitale

Se volessimo fare un paragone, potremmo usare questo termine per definire il Dark Web. Una Terra di Nessuno in mano a gruppi criminali che ne hanno fatto il proprio regno, ma in cui sono presenti anche alcuni tutori della legge.

Dopo gli attentati del Bataclan e di Charlie Hebdo, le polizie internazionali hanno spostato il loro occhio sul DW alla ricerca di attività legate al terrorismo, in particolare sul mercato delle armi. È quindi emerso come alcuni gruppi jihadisti abbiano fatto uso di questo Network diverse volte, senza però trasformarlo in uno strumento preferenziale per motivi strettamente economici.

A oggi, il Dark Web è monitorato da Tutori dell’ordine e Criminali in egual misura: ogni accesso è controllato costantemente e può nascondere un rischio.
Non è tuttavia illegale “esplorare” il DW senza effettuare operazioni di mercato, sebbene il solo ingresso in questa oscura realtà può risultare pericoloso.

 

A cura di

Francesco Antoniozzi


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