Digital Divide

Resistenza al cambiamento: la vera sfida del digitale

Resistenza al cambiamento: la vera sfida del digitale

 

Siamo nell’era della digitalizzazione. Questo cambiamento è universale e abbraccia ogni ambito della vita quotidiana, incluso quello lavorativo. In questo articolo parliamo proprio di digitalizzazione nel mondo del lavoro e dei freni che ne impediscono l’evolversi, la resistenza al cambiamento.

Oggi il mondo del lavoro è in continuo cambiamento, a causa delle nuove tecnologie si affacciano ogni giorno sul mercato, ma anche del Coronavirus che ha accelerato alcuni processi di digitalizzazione. Una di queste novità è proprio la normalizzazione dello smartworking: la pandemia in corso ci ha costretti a trovare nuove soluzioni più agili che ci permettano di lavorare anche a distanza. Abbiamo imparato a interfacciarci con programmi che ci permettono di collaborare attraverso una rete Internet, abbiamo assistito a una rivoluzione della normalità. In certi casi questo ha accelerato alcuni processi, in altri, invece esiste una certa fatica a adattarsi.

 

Mondo del lavoro e Digital Transformation

Quello di oggi è un mondo del lavoro estremamente mutevole: si orienta verso una maggiore flessibilità e sostenibilità, si adatta e fa propri i numerosi progressi scientifici. La trasformazione digitale è il mezzo principale con il quale attuare questo cambiamento: integrare le funzionalità della macchina con le capacità cognitive umane per ottenere benefici in termini di produzione sostenibile e benessere dei lavoratori.

Tuttavia, esistono degli ostacoli che rallentano questo processo: uno di questi è la resistenza al cambiamento: la diffidenza verso la “macchina” impedisce un’integrazione intelligente della tecnologia nella vita di tutti i giorni. Si dovrebbe quindi lavorare sull’atteggiamento e sulla “educazione tecnologica” per agevolare il cambio di paradigma.

Si dovrebbe insegnare a vedere la macchina come una risorsa da sfruttare per migliorare la nostra condizione e non come una minaccia. È l’azienda stessa che dovrebbe educare i propri dipendenti a un cambio di mentalità: le Risorse Umane si propongono come una guida al cambiamento offrendo supporto ai lavoratori più scettici.

Resistenza al cambiamento

Sono principalmente tre le tipologie di resistenza al cambiamento e hanno a che fare con aspetti più o meno inconsci dell’intelletto umano. La prima forma di resistenza deriva dalla convinzione dei lavoratori di non avere sufficienti capacità e strumenti per affrontare il cambiamento. C’è quindi bisogno di una formazione che permetta loro di avere un’adeguata preparazione e tutti gli strumenti necessari per agevolare il processo.

La seconda è legata essenzialmente allo scetticismo: il legame con il passato e la paura del nuovo non permettono ai più di aprirsi al cambiamento. Spesso ci si pone in un atteggiamento di diffidenza verso la novità, nonostante questa possa apportare notevoli benefici. Qui l’attenzione si sposta sul rendere i lavoratori più consapevoli e in grado di accettare un nuovo percorso evolutivo.

La terza e ultima tipologia è fondata sulla convinzione che i metodi di lavoro attuali siano i migliori e non sia possibile ottimizzarli. In quest’ottica il cambiamento sembra quasi inutile: perché migliorare qualcosa che è già al massimo delle sue potenzialità? La formazione dovrebbe incentrarsi su un cambio di paradigma del modo di pensare: c’è sempre qualcosa da migliorare, nuove strade più vantaggiose da percorrere.

Micro Learning e Apertura al Cambiamento

Una possibile strada da intraprendere per risolvere le problematiche legate al cambiamento è quella del Micro Learning: un percorso di apprendimento a piccoli step che fornisce gli strumenti necessari per far fronte alla velocità dei processi aziendali. Si tratta di un percorso di crescita a lungo termine: si lavora sulla cultura di impresa per integrare un nuovo modo di pensare tramite micro skill e piccoli insegnamenti. Tutta queste “micro-lezioni” si rivolgono ai lavoratori al fine di essere più consapevoli di loro stessi e delle potenzialità offerte dal nuovo mondo del lavoro.

Non si tratta di un mero apprendimento di competenze digitali, bensì di un cambiamento incentrato sulle persone, sulla necessità che si debbano adeguare a un modo di interagire sempre più smart e in continuo cambiamento.

Al centro della Trasformazione Digitale troviamo proprio le persone: sono loro a dover intraprendere un percorso di crescita che riguarda la riconsiderazione delle proprie abitudini e del proprio modo di pensare e agire. In seguito a ciò i dipendenti diverranno parte integrante della trasformazione.

Viviamo in un mondo in cui non si smette mai di imparare, l’apertura verso il cambiamento è un punto di inizio che ci permetterà di trarre il maggior vantaggio possibile da questa evoluzione.

 

 

A cura di

Giorgia Simonetti

 


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