Twitter e la nuova comunicazione politica

La nascita e lo sviluppo dei social media hanno avuto un forte impatto sul mondo della politica. Essi infatti hanno contribuito alla creazione di un nuovo spazio virtuale dedicato al dibattito pubblico; in questo spazio gli utenti possono reperire facilmente notizie e informazioni riguardanti qualsiasi tipo di argomento ed esprimere la propria opinione. Ma soprattutto, i social hanno modificato in maniera radicale il modo di fare comunicazione (e propaganda) da parte dei politici di tutto il mondo.

Twitter, ideato nel marzo 2006 da Jack Dorsey e altri membri del gruppo Odeo, è sicuramente il social network che più si presta alla nuova tipologia di comunicazione politica; questo grazie ai suoi brevi messaggi di testo, molto utili per lanciare slogan, e all’utilizzo degli hashtag, che facilitano la ricerca dei principali temi di discussione.

Social: i vantaggi offerti al mondo della comunicazione

I social media, come Twitter e Facebook,  hanno rivoluzionato il mondo della comunicazione e dell’informazione. Essi possiedono particolari caratteristiche che li rendono dei mezzi di comunicazione eccezionali, come:

  • La velocità: i social permettono infatti di comunicare con i propri follower in tempo reale;
  • La semplicità: i testi contenuti nei post solitamente sono brevi, poco articolati e facili da seguire e comprendere;
  • La multimedialità: i social media permettono la pubblicazione di diversi contenuti (testi, immagini, video, ecc.), anche contemporaneamente;
  • L’interattività: questa è la caratteristica più importante dei social, perché permette di superare la comunicazione monodirezionale tipica dei media tradizionali, come la stampa, la radio e la televisione. Infatti i social permettono ai propri utenti di commentare i contenuti postati dai profili e dalle pagine seguite e di interagire con essi.

Dunque in un mondo sempre più rapido, caotico e interconnesso, i social media risultano essere i mezzi di comunicazione più adatti a mantenere il suo passo.

Social e politica

In questi ultimi anni, le enormi potenzialità dei social network in ambito comunicativo sono state notate e utilizzate da esperti di informazione, marketing e pubblicità; ma soprattutto da esponenti politici di tutto il mondo.

I politici hanno imparato a sfruttare i social, in particolare Twitter e Facebook, per rendere più efficace la propria campagna elettorale. Grazie a queste piattaforme, essi sono in grado di veicolare le proprie idee, e soprattutto i loro slogan, verso un pubblico molto più ampio rispetto a quello dei media tradizionali. Inoltre, i social permettono un confronto e uno scambio di idee con gli elettori, i simpatizzanti e non. Questo permette ai politici e al loro staff di misurare il consenso dell’elettorato intorno alle idee proposte e soprattutto alla figura stessa del politico. Inoltre la possibilità d’interagire con importanti personaggi della scena politica mondiale rende quest’ultimi, agli occhi degli elettori, meno lontani e distaccati.

Il primo uomo politico a realizzare una campagna elettorale di successo grazie all’uso efficace dei social network è stato Barack Obama nel 2006, riuscendo così a vincere le elezioni presidenziali. Da allora i social sono diventati sempre più centrali nella  strategia di comunicazione dei leader politici di tutto il mondo.

Twitter: il social “politico” per eccellenza

I politici e i loro staff da anni hanno imparato a utilizzare le varie piattaforme social per realizzare strategie di comunicazione efficaci e per catturare l’attenzione di un numero sempre maggiore di persone. Facebook risulta essere il social di riferimento per qualsiasi forma di comunicazione, essendo il più utilizzato al mondo, ma nel corso del tempo è emerso che Twitter si adatta meglio alle esigenze della politica, essendo una piattaforma di microblogging strutturata su messaggi di testo, detti tweet, dalla lunghezza massima di 280 caratteri. I tweet possono contenere anche immagini, video o link, inoltre il loro contenuto può essere catalogato grazie agli hashtag (#), che ne facilitano la ricerca.

Grazie a queste sue caratteristiche, Twitter è diventato uno spazio ideale per diffondere slogan elettorali e una narrazione semplificata della realtà; entrambi ottimi strumenti per catturare l’attenzione di chi solitamente non si interessa dei grandi temi della politica. Non è dunque un caso che molti politici siano riusciti a crearsi un vero e proprio esercito di follower su Twitter nel corso degli ultimi anni.

I dati di Twiplomacy

Secondo Twiplomacy, il rapporto annuale sull’uso di Twitter da parte di politici e organizzazioni condotto da Burson-Marsteller, nel 2019 Donald Trump, il leader politico più seguito al mondo, contava ben 66 milioni di follower, seguito da Narendra Modi, primo ministro indiano, con 51 milioni di follower e papa Francesco con 49 milioni. Quest’ultimo risulta essere il leader europeo più seguito su Twitter, seguito da Erdogan con 14 milioni di follower.

Donald Trump risulta essere al primo posto anche per il numero di interazioni ricevute su Twitter nel 2019 (449 milioni), seguono rispettivamente Jair Bolsonaro, presidente del Brasile, e Narendra Modi con 104 e 101 milioni.

Twitter e i politici italiani

In Italia, secondo l’agenzia di pubbliche relazioni Utopia, è Matteo Renzi il personaggio politico più seguito su Twitter, con 3 milioni e 400 mila follower. Matteo Salvini conta poco più di un milione di seguaci; ma è il  politico più attivo su questa piattaforma con una media di 20 tweet al giorno. Terzo posto per Giorgia Meloni (786 mila follower), leader di Fratelli d’Italia, seguita da Luigi Di Maio (550 mila), Nicola Zingaretti (437 mila) e dal Premier Giuseppe Conte (250 mila).

Sorprendentemente, il leader politico italiano con il più alto tasso di engagement è Emma Bonino (+Europa): con 194 mila follower e 14 mila retweet il suo engagement si attesta al 2,74%. Matteo Salvini, nonostante l’alto numero di tweet e di condivisioni da parte dei suoi follower si ferma allo 0,43%.

Al di là dei numeri, ogni leader politico ha realizzato sui propri profili social uno storytelling caratterizzato da tratti comunicativi differenti e personalizzati. Reputation Science, una joint venture tra Community Group e Reputation Manager, ha così classificato le “personalità social” dei leader politici italiani:

  • Luigi Di Maio: il profilo Twitter dell’esponente del Movimento 5 stelle viene definito da Reputation Science “mediatico”. Il Ministro degli Esteri pubblica infatti pochi tweet, quasi esclusivamente dedicati a pubblicizzare le sue apparizioni sui media tradizionali;
  • Matteo Salvini: il leader della Lega presentato dalla joint venture come “infaticabile” sui social. Salvini pubblica una notevole quantità di tweet, riguardanti i punti programmatici del suo partito o della sua vita privata, mettendo in evidenza notizie o polemizzando con gli antagonisti politici;
  • Nicola Zingaretti: il profilo Twitter del segretario del PD viene definito “integrato” da Reputation Science. Infatti sono molti i suoi retweet fatti dal profilo ufficiale del PD. Inoltre Zingaretti, nei suoi tweet, tende a farsi portavoce di idee progressiste ed europeiste.
  • Giorgia Meloni: la comunicazione social della leader di FDI è incentrata su una linea chiaramente “antagonista”, come mette in luce Reputation Science. Meloni contesta nei suoi tweet, a volte anche in modo aggressivo, molte delle decisioni prese dal Governo italiano.

Un uso consapevole di Twitter

Dunque con l’entrata dei social media sulla scena politica internazionale, il modo di comunicare dei politici si è rapidamente adattato alla velocità e alla semplicità dei nuovi canali, ampliando notevolmente la platea a cui rivolgere la propria narrazione del mondo, come dimostra il vertiginoso aumento dei loro follower su Twitter e altre piattaforme.

Ovviamente i social media non presentano solo vantaggi per il mondo della comunicazione, ma anche degli svantaggi, come la possibilità di diffondere fake news che possono distorcere la percezione della realtà, oppure l’utilizzo di toni violenti e aggressivi. La propaganda politica realizzata attraverso i social media non è immune a questi aspetti negativi. Questo dovrebbe costituire uno stimolo a un utilizzo maturo e consapevole di questi potenti mezzi di comunicazione da parte di chi rappresenta il potere e le istituzioni.

 

A cura di

Valeria Vinzia


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