Micro influencer: come e perché le aziende possono trarne vantaggio

Micro influencer: come e perché le aziende possono trarne vantaggio

I social media hanno portato alla nascita di numerose figure professionali tra cui quella dei micro influencer. L’influencer marketing è infatti ormai riconosciuto come uno strumento fondamentale a disposizione delle aziende per promuovere il brand e farsi conoscere da un pubblico molto vasto. Se all’inizio esistevano solo influencer universalmente conosciuti, alla stregua di vere e proprie celebrities, oggi possiamo fare distinguere tra macro e micro influencer sulla base del numero di follower e tasso di engagement.

 

Influencer Marketing

Negli ultimi anni abbiamo assistito a una rivoluzione del mercato e, di conseguenza, del modo di fare marketing. I consumatori, infatti, sono sempre più consapevoli e hanno interessi sempre più specifici. Per questo motivo sono circoscrivibili in numerosissime nicchie di mercato a cui le aziende devono rivolgersi con comunicazioni mirate.

L’influencer marketing è quella strategia di business che utilizza personalità di spicco sul web – gli influencer – per promuovere l’immagine, il brand e i prodotti di un’azienda. Con questa tecnica si ha la capacità di “influenzare” l’opinione pubblica anche grazie alla generazione di passaparola strategici che hanno come fine quello di aumentare la notorietà di un marchio. Ma da dove parte questo passaparola? Nel 2021 la risposta è automatica: i social network.

Ad oggi, i social network sono il principale canale di comunicazione, informale e istituzionale, dove le persone interagiscono e si informano. Le aziende hanno trovato in strumenti come Instagram e Facebook il canale di comunicazione principale con i potenziali consumatori. E spesso, per farlo, utilizzano degli intermediari, ossia gli influencer: persone con ampio seguito sul web in grado di influenzare i gusti, le opinioni e le decisioni di acquisto dei propri follower.

Come si integrano nella strategia aziendale?

L’azienda che vuole farsi conoscere e far parlare di sé chiude partnership con gli influencer che diventano portavoce del brand.

Spesso le aziende ambiscono agli influencer con più ampio seguito al fine di avere maggiore visibilità su tutti i canali social. Secondo il benchmark report 2021 dell’Influencer Marketing Hub, i canali privilegiati sono Instagram e TikTok, seguiti da Facebook.

Un parametro da considerare nella scelta dell’influencer da parte dell’azienda è sicuramente il tasso di engagement (interazione) ossia il valore di un account calcolato in base al numero di follower, like e commenti (e dunque quanta interazione, appunto, avviene su quel profilo). In questo senso, sembrerebbe che gli influencer con il più alto numero di follower sono quelli più contesi dai brand, ma parrebbe anche che questa tendenza si sta invertendo: influencer con un massiccio numero di follower infatti, hanno un tasso di engagement più basso rispetto a coloro che hanno un minor seguito.

In termini di ritorni sugli investimenti (ROI), il report di Influencer Marketing Hub ha registrato che i microinfluencer hanno un ROI (ritorno sull’investimento) del 30% maggiore rispetto a quelli che vantano un seguito di almeno 1 milione di persone. È stato infatti dimostrato che superata una determinata soglia di followers, l’engagement rate diminuisce.

 

Chi sono i Microinfluencer

Una ricerca condotta da Markerly ha dimostrato come oltre i 1000 follower il tasso con il quale gli utenti interagiscono con i post di influencer (like, commenti, messaggi diretti) diminuisce: 8% contro l’1,6% degli influencer con oltre 10 milioni di followers. Per questo motivo le aziende si stanno concentrando sulla qualità rispetto alla quantità, privilegiando la categoria dei cosiddetti micro influencer.

Ma chi sono questi micro influencer? Possiamo distinguere gli influencer in tre macro categorie:

  1. Social broadcaster: non sono dei veri e propri influencer, in quanto si tratta di personaggi noti appartenenti al mondo dello spettacolo ma anche dello sport che sfruttano la loro visibilità per stringere partnership con aziende garantendo un’ampia visibilità del messaggio. Il principale svantaggio risiede nel fatto che questi personaggi non hanno forti competenze specifiche del settore;
  2. Mass influencer: sono persone con un’importante presenza sui social in quanto riconosciuti come personalità autorevoli in uno specifico campo con ampio seguito. Il loro potere di creare delle grandi community relative a uno specifico settore li rende altamente qualificati alla promozione di brand, prodotti e valori, forti della fiducia del loro cospicuo seguito;
  3. Potential influencer: si tratta di personalità molto attive sui social e dal forte potere comunicativo all’interno di una ristretta community (fino a 100.000 follower). Qui ritroviamo i micro influencer che grazie alla loro attiva presenza e competenze specifiche sono in grado di costruire un forte legame di rispetto e fiducia con i propri follower.

Grazie a questo stretto legame di fiducia con la propria community, i micro influencer sono considerati estremamente onesti e competenti. Spesso i follower si rivolgono a loro prima di compiere una decisione d’acquisto proprio perché li considerano una fonte di informazione attendibile, con gusti affini a quelli personali.

Ogni micro influencer ha una sua piccola community estremamente fedele che può essere considerata alla stregua di una nicchia di mercato. Nella fase di scelta dell’influencer da contattare, le aziende prendono molto in considerazione coloro che hanno un seguito estremamente affine al consumatore tipo che vorrebbero raggiungere.

Micro influencer e aziende

Il vantaggio di scegliere un micro influencer risiede, oltre al minor costo, in una fanbase ben definita e dai gusti omogenei: questo equivale a una maggiore precisione nel raggiungere il target della campagna. Inoltre, l’esiguo numero di seguaci permette una maggiore vicinanza tra utente e micro influencer, rendendo possibile una comunicazione più diretta e trasparente che privilegia l’aspetto relazionale.

Sfruttare personalità con gusti affini al destinatario della comunicazione permette di generare contatti di alta qualità. Questi hanno infatti una forte tendenza a divenire ambassador del prodotto e la capacità di coinvolgere attivamente chi li segue.

Tutte queste sono metriche importanti nella scelta dell’influencer più adatto: un maggiore coinvolgimento della community scatena il passaparola e contribuisce ad aumentare l’autorevolezza e affidabilità del brand.

Investire nell’Influencer Marketing

Secondo il report dell’Influencer Marketing Hub gli investimenti delle aziende nel settore aumenteranno a 13,8 miliardi di dollari, insieme alla nascita di numerose agenzie e piattaforme specializzate.

La maggioranza degli investimenti erano inizialmente fatti da brand legati al settore del Beauty e del Fashion. Oggi, quasi tutti i settori adottano questa strategia con ottimi ritorni sull’investimento: i settori che hanno destinato maggior budget a queste attività fanno parte dei settori Viaggi & Lifestyle, Gaming e Sport.

In particolare i micro influencer saranno le personalità di riferimento quando si tratta di promuovere un brand su Instagram, ma soprattutto su TikTok, social media sempre più utilizzato dalle aziende per scopi commerciali.

Questo trend di crescita aumenta esponenzialmente anno dopo anno a partire dal 2016 tanto che l’Influencer Marketing è ormai considerabile una vera e propria risorsa strategica per aziende di ogni dimensione e settore. La suddivisione del mercato in numerose nicchie e piccole community ha favorito l’avanzata di questo nuova strategia di marketing che, secondo le previsioni, è destinata a crescere ed evolversi sempre di più nei prossimi anni.

 

 

A cura di

Giorgia Simonetti


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