NFT: la parola dell’anno

NFT: la parola dell’anno

La casa editrice di vocabolari Collins ha dichiarato che NFT è la parola dell’anno del 2021. Quella dello scorso anno era stata “lockdown”. Se in quest’ultimo caso capiamo immediatamente il motivo di tanta importanza, quando parliamo di NFT le cose si complicano. Non tutti hanno idea della dimensione che il fenomeno sta assumendo e del capitale che i non-fungible token muovono quotidianamente.

 

L’origine degli NFT

Gli NFT hanno preso piede prima di tutto nel commercio dell’arte digitale. Essi permettono, infatti, di vendere un’opera d’arte in formato digitale con la garanzia che sia originale e che la si possegga in modo esclusivo. Ciò porta da una parte a conseguenze meramente concettuali: se un’opera d’arte digitale, per definizione replicabile all’infinito, ottiene un marchio che la rende unica, può rientrare nella definizione di arte come atto creativo irripetibile, con buona pace degli scettici e dei puristi. Ma ciò vuol dire, dall’altra parte, che in quanto unica incrementa anche il proprio valore. E qui veniamo al dato economico: un’opera d’arte venduta con NFT annesso può raggiungere prezzi astronomici.

L’artista Beeple ha venduto all’asta il suo Everydays: the first 5000 days con NFT aggiudicandosi più di sessantanove milioni di dollari. L’opera consiste nel collage di cinquemila foto scattate dallo stesso Beeple dal 2007 al 2021. Gli addetti ai lavori hanno storto il naso di fronte a un guadagno tanto esorbitante per un’opera, forse, non così rilevante in senso artistico. Ma questo non è un caso isolato, si stima che il fenomeno degli NFT abbia mosso nell’ultimo anno circa due miliardi di dollari.

 

Un mondo privo di rischi?

Come per ogni affare, in attesa nella penombra, sta la truffa. Una delle piattaforme più note in cui acquistare NFT è OpenSea, che è stata vittima di un’infiltrazione hacker. I malfattori hanno inviato una notifica ad alcuni utenti comunicando l’arrivo di un NFT omaggio. Gli utenti, aprendola, consentivano agli hacker l’accesso al loro portafoglio di criptovaluta che immediatamente veniva prosciugato. OpenSea, dopo la segnalazione, ha risolto la falla nel sistema di sicurezza in poco tempo. Ciò non toglie che gli sprovveduti che sono caduti nel tranello abbiano perso parecchi soldi (anche migliaia di dollari) senza che nessuno sia tenuto a risarcirli. Occorre dunque pensare che quando il denaro si fa volatile sia necessario stare all’erta, perché in questo caso non sarà solo l’andamento dei mercati il fattore da tenere d’occhio, bensì anche il sistema di sicurezza usato dalla piattaforma a cui si affidano le proprie criptovalute.

 

L’espansione degli NFT

Finché il mondo degli NFT rimane circoscritto all’arte digitale, qualcuno potrebbe sostenere che è un affare per ricchi, ma potrebbe non essere così. Infatti, è notizia recente, la fondazione della prima band musicale NFT. Non esiste ancora neanche una canzone del gruppo, né è di pubblico dominio il produttore musicale, eppure sappiamo chi sono i componenti della band e ne conosciamo i volti. Sono quattro scimmie. Ma facciamo un passo indietro.

Su OpenSea è stata lanciata la collezione Bored Ape Yacht Club composta da diecimila esemplari di scimmiette NFT. Le opere hanno raggiunto prezzi elevati, superando i duecentomila dollari al pezzo, tanto che anche personaggi famosi come Snoop Dogg ne hanno acquistata una. Jimmy McNeils ha allora deciso di comprare quattro di questi esemplari e farne una band musicale: i Kingship. Prima di ascoltare le loro canzoni sapremo già tutto dei componenti del gruppo, la loro personalità e i loro gusti. Il fondatore e produttore della band già sogna in grande: programma tour virtuali e concerti live, questi ultimi resi possibili dall’animazione in 3D.

Non sappiamo ancora se il fenomeno degli NFT sarà un’esplosione repentina destinata a esaurirsi in breve tempo o se si stabilizzerà diventando una pratica comune, con cui un vasto pubblico avrà a che fare. Dipenderà anche dalla diffusione e dall’affidabilità delle criptovalute. Nell’attesa di scoprirlo, teniamo d’occhio questo strumento tecnologico che sembra destinato a essere usato in molti ambiti presenti nella vita quotidiana di tutti noi.

 

A cura di

Benedetta Saraco


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