Educazione Civica DigitaleEnciclopedia dell'ECD

Parental Control: come monitorare i propri figli

Viviamo in un mondo sempre più digitalizzato. Ogni anno, nuove tecnologie fanno capolino nelle nostre case, pronte a migliorare (si spera) il nostro tenore di vita. Ma così come noi “vecchi” veniamo a contatto con una tecnologia e un web sempre più onnipresenti, la stessa cosa accade per i più piccoli. Nell’ultimo ventennio, il limite di età garantito prima di un effettivo accesso alla rete è calato drasticamente. Se nel 2000 si parlava di diciassettenni con il Blackberry (nostalgia!), oggi è possibile vedere quasi ovunque bambini di quattro o cinque anni con un tablet in mano.

Il primo dispositivo elettronico nelle mani di un giovane corrisponde spesso al primo accesso a Internet: un mondo che pieno di pericoli, specialmente se ad entrarvi è un individuo senza difese o esperienza. Vediamo insieme una serie di accorgimenti per garantire una sicurezza a tutto tondo.

Minori in rete: pedofilia e furto di informazioni

È importantissimo conoscere i rischi più diffusi per un minorenne che naviga in rete. Sono molto diffusi i casi pedofilia sui social network denunciati alla polizia postale. Questi sono generalmente causati da uno scorretto uso delle chat e della comunità. Di pari passo vanno gli episodi di furto di informazioni personali, perpetrati da hackers mediante il phishing o tramite annunci ingannevoli su determinati siti web.

Quando si accede al web, si mette piede in una vera e propria ragnatela, dentro la quale si annida, purtroppo, ogni genere di predatore.
La massiccia pubblicità che i social network fanno a se stessi come mezzo per “collegarsi” a qualunque utente del mondo, spingono i meno esperti a fare un uso eccessivo (e quindi pericoloso) di queste piattaforme: avere cinquemila amici su Facebook non significa avere cinquemila amici nella vita reale, ed è molto probabile che tra questi amici virtuali possa nascondersi un individuo pericoloso.

La tutela dei più giovani

È quindi imperativo che i più giovani imparino a tutelarsi mantenendo un certo distacco dalle comunità online, per esempio aggiungendo soltanto gli individui conosciuti di persona e nascondendo agli altri utenti informazioni più sensibili (es. data di nascita, numero di telefono, e-mail e fotografie).
Fortunatamente, quasi ogni piattaforma possiede delle opzioni per personalizzare la propria privacy e difendersi da eventuali rischi.

Come abbiamo anticipato poco fa, la navigazione diventa ancora più pericolosa al di fuori dei social: un utente non informato è facilmente condizionabile da banners ingannevoli, pubblicità fittizie e annunci-truffa, che vengono spacciati come verità assoluta.
Molti di questi annunci richiedono spesso informazioni personali e coordinate bancarie, che una persona è tenuta a inserire se vuole ritirare l’ambito premio. Sebbene l’utilizzo di antivirus riesca a fermare i malware al “portone” dei nostri dispositivi, evitare di entrare in siti poco sicuri è senza ombra di dubbio alla base della prevenzione.

Difendersi con consapevolezza

Bisogna innanzitutto ammettere che i ragazzi cercano, in un modo o nell’altro, di evadere dalle regole familiari in cerca della loro libertà individuale. È praticamente inutile opporsi a questo fenomeno naturale della crescita ma, per garantire una maggiore sicurezza, è necessario mettere in guardia i giovani sui rischi in cui potrebbero incorrere.

I genitori in primis dovrebbero informarsi su rischi e difese che nascono dalla navigazione, e in seguito parlarne coi propri figli; questo permetterebbe a tutti di calcolare le proprie attività all’interno del cyber-spazio. Un dialogo da ambedue le parti permette di evitare inutili ed eccessive restrizioni alla libertà dei giovani navigatori, diminuendo allo stesso tempo i rischi del web-surfing. La prima linea di difesa è sempre la conoscenza previa del mondo in cui si vuole entrare.

Proteggere i più piccoli con il Parental Control

Quasi tutti i dispositivi e i sistemi operativi (persino i televisori) hanno un’utilissima funzione legata al Parental Control, che aiuta i più piccoli a cimentarsi nella tecnologia senza correre rischi.
Il Parental Control garantisce una sicurezza a trecentosessanta gradi, senza tuttavia togliere ai bambini il piacere di utilizzare un apparecchio elettronico.

Tra le varie funzioni incluse troviamo le seguenti:

  • Accesso limitato alla rete: permette di selezionare solo un gruppo di siti visitabili dai bambini, per garantirne la sicurezza. In alternativa, l’accesso al web può essere direttamente negato;
  • App dedicate all’apprendimento;
  • Spegnimento dopo un determinato periodo di tempo, per evitare il prolungato utilizzo della tecnologia;
  • Download limitati.

Quelli che in gergo sono noti come “filtri per minori”, corrispondono a impostazioni inserite manualmente con telecomandi o pannelli di controllo in modo da monitorare o limitare l’attività dei bimbi/ragazzi. È fondamentale settare ogni dispositivo di libero accesso con il filtro Parental Control quanto prima, fino al raggiungimento di una età più consapevole.

Come impostare i filtri su tv e computer

Gestire un filtro dell’età sui grandi schermi è relativamente semplice. I televisori di produzione più recente (con navigatore satellitare integrato) sono per Legge dotati di un sistema di Parental Control che riconosce automaticamente i contenuti sensibili proiettati da un determinato canale. Per attivare il filtro, che impedisce la visione di un determinato programma nelle ore di programmazione indicate, è sufficiente andare nelle “Impostazioni del decoder” (stesso comando per tutti i dispositivi) e andare nella sezione “Sicurezza”. Da qui sarà possibile modificare gli orari in cui bloccare la proiezione di uno o più canali.
Lo stesso procedimento viene automaticamente applicato agli account di Netflix e Amazon Prime Video in base all’età dell’utente registrato: è quindi possibile far navigare in tutta sicurezza i propri figli su queste piattaforme grazie a una stretta tutela della privacy minorile.

Per la navigazione in Internet è necessario qualche step in più. Google ha, di default, un filtro denominato SafeSearch, che blocca tutti i contenuti non adatti ai minori ed è attivabile dalla pagina delle “Impostazioni Account”. È pertanto necessario essere utenti registrati per usufruire di questa opzione.
Un’alternativa alla creazione di un account Google è la creazione di un account secondario sul computer da dare in uso al ragazzo/a. Ogni nuovo account crea un Desktop a parte ed è possibile modificarlo a proprio piacimento, gestendo le connessioni internet, i files condivisi e persino le app.

 

A cura di

Francesco Antoniozzi


FONTI:

CREDITS: