Social Network: quanto contano nella nostra vita?

Social Network: quanto contano nella nostra vita?

I social network: Facebook, Twitter, Instagram, LinkedIn, TikTok… Il nuovo millennio ha portato con sé un nuovo modo di esplorare il mondo, di guardare la natura delle cose e la propria dimensione personale. La storia di un ragazzo universitario che voleva condividere un’opinione su una ex ragazza che lo aveva scaricato è ormai nota a tutti., così come è noto anche il suo finale. Oggi Facebook può contare su 1,84 miliardi di utenti attivi ogni giorno per un totale di 28 miliardi di entrate registrate nell’anno appena trascorso. A fare da corte alla regina dei social network, l’app Instagram con oltre 500 milioni di utenti attivi giornalieri si aggiudica un secondo posto assicurato. La lista dei siti web diventati popolari tra le giovani e le vecchie generazioni è molto più lunga di quello che si pensi: ad oggi, infatti, i social network al mondo sono circa 250. Certo, molti di noi sono abituati a utilizzare solo i più famosi, ma il dato ci porta a pensare che il ruolo di queste app nella vita contemporanea sia tutt’altro che superfluo.

 

Ma che cosa porta continuamente il nostro sguardo verso di loro? Cosa ci induce a spendere una grande parte del nostro tempo in luoghi virtuali?

Una risposta plausibile potrebbe essere la distruzione dell’anonimato. Una vita attiva sui social network oggi corrisponde a una vita realmente vissuta. Postare foto, video, commenti relativi alla gita trascorsa in barca o all’ultimo smartphone acquistato pochi minuti prima, dà agli utenti un senso di soddisfazione assoluta. Quanti saranno i like? Riuscirò davvero a risultare popolare? Un like è diventato una gratificazione che tutti sogniamo, una spinta per uscire dalla patina grigia e spenta del mondo circostante per entrare (per un istante e fino al prossimo post) in quello colorato delle celebrità. Il desiderio di emergere risulta piuttosto evidente. Questo potrebbe addirittura spiegare l’odio in rete, i commenti sessisti, i profili fake. Ogni utente entra a far parte di un sistema creato apposta per lui ma che, allo stesso tempo, contribuisce a forgiare.

La politica instaurata dai social network si basa proprio su questi principi. Più sei popolare, più acquisti fiducia, da parte di te stesso e dagli sponsor. Ed ecco che nascono nuove professioni, come ad esempio, l’influencer. Egli, lui o lei che sia, rappresenta la maggior forma di successo all’interno dell’universo social. La fama, la bellezza, la popolarità sono i suoi obiettivi. Eppure, come spesso accade, dietro i filtri si nasconde un’altra verità.

 

Un mondo ricco di belle immagini 

Recentemente, aprendo il browser e trovandomi di fronte alle notizie da prima pagina, mi sono imbattuta in un’immagine alquanto sconcertante. La foto ritraeva la nota fashion blogger Chiara Ferragni intenta a litigare con il marito su una lussuosa barca. Il titolo, a caratteri cubitali, alludeva a un’ ipotetica rottura di un paradiso, a una crepa in uno straordinario oggetto di cristallo perfetto che potrebbe andare in frantumi.; la questione mi ha indotto a pensare. I social network sono stati creati per mostrarci il lato migliore della vita, un mondo ricco di belle immagini, filtri che potenziano il nostro aspetto fisico e che eliminano i difetti che l’uomo si porta con fatica addosso.  Davanti a quelle telecamere siamo chi vogliamo essere (o mostrare di essere) e corriamo i rischi più impensabili, tra cui quello di perdere noi stessi. Ecco allora che una banale lite tra marito e moglie (che probabilmente non sarebbe potuta essere nemmeno la trama di un film di Howard Hawks) si trasforma in una tragedia moderna.

 

Dunque. Quanto e come contano nella nostra vita i Social Network?

Durante l’ultimo anno tutti i siti più importanti hanno registrato un notevole aumento degli utenti e un maggior utilizzo giornaliero e la pandemia ha certamente accelerato molti processi già in atto. Secondo Emarketer, gli utenti di Internet hanno trascorso in media 82 minuti al giorno sui social network nel corso del 2020, un grosso aumento rispetto al 2019 e alle previsioni precedenti.

Certamente un ultimo dato da sottolineare è l’incremento nell’utilizzo di un altro social: Tinder. Nell’ultimo anno di pandemia infatti, l’applicazione ha conosciuto una crescita del 15% proprio durante il periodo di maggiori restrizioni. Il bisogno di comunicare può essere visto come un desiderio di incontrarsi e conoscersi. Il cosiddetto dark side of the moon, in questo caso, può risultare ovvio, banale. I social network nascondono in sé molte insidie, ma anche opportunità, come del resto anche il genere umano.

 

 

A cura di

Alice Corio


FONTI:

CREDITS: