Odio digitale

Hate speech: la ministra Azzolina vittima di odio sui social

Dopo aver ricevuto insulti di stampo sessista e minacce di morte, la ministra dell’istruzione Lucia Azzolina è stata messa sotto scorta. Questo evento dimostra chiaramente come il pericoloso fenomeno dell’hate speech non risparmi nemmeno i rappresentanti delle istituzioni.

Che cos’è l’hate speech?

Il vocabolario Treccani definisce l’hate speech in questo modo:

“Nell’ambito dei nuovi media e di Internet, espressione di odio e incitamento all’odio di tipo razzista, tramite discorsi, slogan e insulti violenti, rivolti contro individui, specialmente se noti o famosi, o intere fasce di popolazione (stranieri e immigrati, donne, persone di colore, omossessuali, credenti di altre religioni, disabili, ecc.)”

Dunque l’hate speech, o incitamento all’odio, altro non è che una forma di violenza verbale esercitata attraverso i social media, in particolare su Twitter e Facebook. Insulti e minacce vengono rivolti a intere categorie o singole persone, spesso con l’intento di provocare un effetto concreto, ovvero una violenza reale e tangibile, sulle vittime.

Secondo le mappe redatte da Vox, l’Osservatorio Italiano sui Diritti, con la collaborazione dell’Università La Sapienza di Roma, le donne sono il principale bersaglio dell’odio digitale, seguite dagli omosessuali e dai migranti. Anche i diversamente abili e gli ebrei sono spesso vittime di hate speech.

Il caso Azzolina: minacce e insulti sessisti rivolti al ministro dell’istruzione

Molto spesso l’odio sui social media si riversa su personaggi famosi o rappresentanti delle istituzioni. Ciò che è accaduto nei giorni scorsi nei confronti della ministra Lucia Azzolina lo dimostra chiaramente.

In questo ultimo periodo si è creato un clima di forte tensione intorno al tema della riapertura delle scuole a settembre. La pandemia di Covid-19 ha infatti costretto il blocco delle attività didattiche per tutelare la salute degli studenti e dei loro familiari. Il Ministero dell’Istruzione sta lavorando per creare i protocolli di sicurezza necessari per riaprire gli edifici scolastici in totale sicurezza e non solo. Nel Decreto Scuola presentato nei giorni scorsi in Parlamento, si parla anche di esami di Stato, edilizia scolastica e concorsi pubblici.

Le idee e l’operato di Lucia Azzolina non sono però condivisi da tutti, e di conseguenza sui social media sono stati postati molti commenti negativi nei confronti del ministro dell’istruzione. Purtroppo questi post contenevano spesso insulti alla ministra Azzolina, anche di stampo sessista. In alcuni casi erano presenti intimidazioni e vere e proprie minacce di morte.

Quello che sconvolge in questa vicenda è il fatto che l’hate speech nei confronti del ministro dell’istruzione è stato attuato da diversi insegnanti. La stessa Lucia Azzolina ha querelato il vicepreside dell’istituto superiore Barletti di Ovada, Vittorio De Prà per aver pubblicato un post con scritto:

“Una grillina ed è un insulto peggiore che essere definita p…”.

In seguito a questo grave fenomeno d’incitamento all’odio la ministra è stata messa sotto scorta di quarto livello. Questo significa che due uomini della Guardia di Finanza seguono costantemente la ministra Azzolina, che ora può muoversi liberamente sola all’interno del Ministero dell’Istruzione.

La reazione del mondo politico a sostegno di Lucia Azzolina

L’episodio di hate speech che ha coinvolto la ministra Lucia Azzolina ha scatenato l’indignazione degli esponenti di tutte le forze politiche italiane. Il deputato del Movimento 5 Stelle Davide Serritella ha commentato così l’accaduto:

“Come sempre accade, quando si crea un clima di odio, si finisce per aizzare gli istinti più beceri. E infatti, dopo aver creato un clima intollerabile intorno al ministro Lucia Azzolina, con i ripetuti attacchi politici, sono arrivati i vergognosi insulti sessisti da parte di presunti educatori e dirigenti scolastici, ossia persone che dovrebbero dare l’esempio e istruire i nostri giovani”.

Anche il sindaco PD di Ovada, Paolo Lantero, ha espresso solidarietà nei confronti di Lucia Azzolina, condannando il comportamento del vicepreside dell’istituto Barletti ed ex assessore PD del piccolo comune piemontese Vittorio De Prà:

“Le opinioni politiche sono sempre legittime ma quando diventano insulti volgari e sessisti non sono più accettabili. Tanto più quando arrivano da chi ha il compito di istruire ed educare i nostri giovani. A nome della giunta e di tutto il consiglio comunale vogliamo prendere le dovute distanze da questo genere di atteggiamenti che nulla hanno a che fare con la nostra città, con l’impegno e la dedizione che la maggior parte dei docenti mette nel proprio prezioso lavoro e nella formazione dei nostri giovani. Vogliamo ribadire e far sentire forte la nostra piena solidarietà alla ministra Azzolina! Ci dispiace che alcuni di questi vergognosi attacchi portino il nome di Ovada. Ovada non è questo

 

A cura di

Valeria Vinzia


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