Quando le molestie vengono dal Web: il cyberstalking

Il mondo del Web offre nuove opportunità per connetterci con gli altri e socializzare. Blog, social media e forum offrono ambienti virtuali dove è possibile  esprimere le proprie idee e allargare il proprio network, la propria rete di contatti. Tuttavia, oltre a offrire nuove possibilità di socialità, il Web porta con sé potenziali rischi; uno di questi è il cyberstalking. Se attraverso le cronache e i notiziari siamo ormai purtroppo abituati da tempo ad avere a che fare con il reato di stalking, sappiamo ancora molto poco del suo corrispettivo virtuale, denominato appunto cyberstalking. Ma di cosa si tratta?

Cyberstalking: una definizione

Il cyberstalking è la versione online del reato di stalking. Si tratta della messa in atto di tutta una serie di comportamenti persecutori tra cui insulti, offese e molestie virtuali attraverso i nuovi mezzi di comunicazione quali messaggistica istantanea, social network ed email. L’obiettivo del persecutore è quello di tormentare e denigrare la vittima approfittando dell’effetto “cassa di risonanza” offerto dal Web. Grazie a quest’ultimo infatti, al persecutore viene offerta maggiore visibilità, oltre alla possibilità di avere un bacino praticamente infinito di potenziali vittime. L’obiettivo è quello di indurre un costante stato di paura e ansia nelle vittime designate, che può andare a minare seriamente il loro benessere psicologico.

Uno sguardo ai numeri

Le statistiche ci dicono che il cyberstalking è una dinamica da non sottovalutare. Si tratta di un fenomeno in costante crescita che interessa soprattutto i giovanissimi. Secondo alcuni dati provenienti dall’Istituto di Ricerca degli Italiani Eurispes, a subire molestie via Internet e cellulare sarebbero otto persone su dieci. L’83,3 % degli intervistati afferma di essere stato, almeno una volta, vittima di cyberstalking. Le vittime si concentrano soprattutto nella fascia di età compresa tra i diciotto e i quarantaquattro anni. La più colpita, con un picco del 91,2%, la fascia dei millennials.

L’identikit del cyber stalker

Ma chi sono le persone che, nascondendosi dietro uno schermo e sfruttando l’anonimato offerto dal Web, molestano virtualmente le proprie vittime? Nel 37,1 % dei casi si tratta di ex partner. A seguire, non mancano i casi di colleghi di lavoro e conoscenti. Il persecutore può essere uomo o donna, e di ogni età. Il cyber stalker può inoltre provenire da qualsiasi estrazione sociale. Secondo alcuni, il cyberstalking sarebbe la conseguenza dell’incapacità moderna di gestire le relazioni interpersonali in maniera sana attraverso il confronto e il dialogo all’interno della vita quotidiana, sia reale che virtuale.

Da fenomeno virtuale a reale

Sebbene nella maggior parte dei casi il fenomeno del cyberstalking rimanga ancorato alla realtà virtuale  può capitare che dalle minacce nel mondo online si passi a minacce nella vita reale. Tuttavia è sempre bene  ricordare che anche se la modalità è virtuale, le conseguenze per le vittime sono sempre reali. Spesso, infatti, alla base della minaccia reale come aggressioni e molestie, c’è un precedente virtuale. L’aggressore, prima di passare ai fatti, porta la vittima allo sfinimento psicologico ed emotivo attraverso atteggiamenti persecutori che utilizzano un’ampia gamma di strumenti digitali: dai messaggi minatori su Whatsapp e Facebook fino ad arrivare alle email. Le conseguenze psicologiche per la vittima sono devastanti: in alcuni casi le vittime sono costrette a stravolgere le proprie abitudini e nei casi più estremi a cambiare domicilio. È sempre bene quindi non sottovalutare il fenomeno virtuale: il rischio infatti è le minacce presto assumano forme più concrete.

Cyberstalking: come evitarlo

Ci sono diversi accorgimenti che possono essere messi in atto per tentare di proteggersi da questo tipo di fenomeno. Attraverso semplici accorgimenti tecnici e agendo con consapevolezza si può arginare questo fenomeno. Uno dei consigli, per esempio, è accertarsi dell’identità dei propri interlocutori e stare in guardia da profili che ci danno l’idea di fake. Inoltre, è sempre bene evitare di condividere dati sensibili, come per esempio indirizzi o foto molto personali. Inoltre, è essenziale chiedere aiuto: se ci si accorge che c’è qualcosa che non va e che i comportamenti stanno diventando assillanti, bisogna interrompere qualsiasi tipo di comunicazione e senza provare vergogna, farsi aiutare dalla propria famiglia e soprattutto dalle autorità competenti.

A cura di

Miriam Salamone


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