Educazione Civica Digitale

L’adescamento on-line da parte dei brand

Quante volte vi capita di ricevere messaggi in DM o commenti sotto i post dove un utente, o un brand, vi invita a diventare un collaboratore? Questa è spesso una tecnica di adescamento nei confronti di vittime a cui in seguito richiedere denaro, utilizzando la scusa di selezionare testimonial tramite i social media. È un pretesto utilizzato per indagare sulla possibile vittima, per capire se potrebbe cadere nella trappola. Una volta che la collaborazione è stata accettata, sorgeranno poi clausole nascoste, spesso non convenienti.

Tipologie di adescamento

Solitamente quando riceviamo commenti con finalità di adescamento, questi non appaiono sotto l’ultimo post pubblicato ma sotto a quello che ha ottenuto il maggior numero di reazioni. È infatti un algoritmo, o un‘attenta analisi del profilo della vittima, che porta ad attuare questa tecnica sotto a un preciso post. Invece nei messaggi ricevuti in DM, o quando si entra a fare parte di gruppi appositamente creati, vengono spesso proposte promozioni molto vaghe, senza alcun dettaglio economico. Inoltre, in questi casi si può incorrere nei chatbot (software che simulano la conversazione con un essere umano), dove il dialogo è studiato proprio per persuadere l’utente scelto, senza lasciare libertà nella risposta.

Advertising vs. adescamento

La maggior parte delle volte, i brand che attuano queste truffe appartengono al settore della cosmesi naturale, dell’alimentazione sportiva/dietetica, della bigiotteria o dell’abbigliamento. Quello che colpisce è che in realtà nelle collaborazioni ad alti livelli – quindi sponsorizzazioni di brand noti da parte di – ci siano delle regole ben definite. Per esempio, se si presta attenzione alle stories dove vengono pubblicizzati prodotti o servizi, oltre ad allegare il link tramite la funzione swipe up, i testimonial sono obbligati a porre l’hashtag #adv (advertising), proprio per attestare l’ufficialità della loro azione.

Quindi perché non rispettare le regole anche a livelli amatoriali? Infatti, nel caso di collaborazioni iniziate tramite commenti o messaggi, non si richiede solo di mostrare il prodotto sul proprio profilo, ma in alcuni casi anche di venderlo. L’inganno sta poi nelle spese di spedizione per ricevere l’oggetto da mettere in mostra nei post, che sono a carico del futuro testimonial. Successivamente, bisognerà concordare anche il ricavo di questa attività. Per quanto riguarda le percentuali di incasso, queste sono davvero minime e dimostrano che si tratta di una truffa. Si parla di inganno proprio perché, inizialmente, le attività proposte sembrano essere qualcosa da cui trarre un profitto, ma scoprendo le vere clausole di collaborazione si rivelano delle perdite di tempo (e di soldi, soprattutto).

L’adescamento degli studenti

Altro caso simile, è quello che riguarda i famosi testimonial studenti. Oltre ai soliti messaggi, in questi casi riceviamo messaggi come: “Sei uno studente? Ti va di guadagnare qualcosa?”. Questo messaggio ha lo scopo di sfruttare l’ingenuità di ragazzi che, per guadagnare qualcosa, accettano senza sapere nulla di questo tipo di adescamento. Accettando infatti, si incappa in contratti di questo genere, in cui si richiede di diffondere i prodotti tra i compagni di scuola o di squadra, richiedendo un tempo obbligatorio per la collaborazione. In questo modo lo  studente dovrà rimanere ‘legato’ al brand. E se non riesce nel suo intento, dovrà rimetterci del denaro.

Evitare l’adescamento con la promozione dal basso

La domanda sorge spontanea: come diventare testimonial (di qualsiasi genere) evitando le truffe? Si parla di promozione dal basso nel caso in cui il testimonial sia un qualsiasi utente con molti follower. Questo risulta essere un terreno fertile su cui costruire il successo di un brand. Si tenta di utilizzare persone comuni proprio per sottolineare come il prodotto possa essere diretto a un pubblico semplice, che vive una quotidianità simile a quella della maggior parte della popolazione. A grande sorpresa, si diventa testimonial anche nel momento in cui si lascia un commento, o semplicemente una recensione, dopo l’acquisto di un prodotto o l’uso di un servizio.

I consigli da seguire sono gli stessi che interessano gli utenti dell’e-commerce: verificare l’autenticità del brand o della persona che offre il servizio. Ma soprattutto la chiarezza deve essere sempre presente in ogni ambito, anche quello economico.

A cura di

Daniela Ferrario


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