Parliamo ancora di Metaverso: che fine ha fatto Second Life?

Parliamo ancora di Metaverso: che fine ha fatto Second Life?

Il Metaverso

Il nome “Metaverso” nasce dallo scrittore Neal Stephenson che, nel suo romanzo di fantascienza Snow Crash, parla di questo mondo virtuale, detto Metaverso, a cui è possibile accedere con un avatar anche attraverso terminali pubblici. In questo ambiente digitale è possibile compiere azioni quotidiane come incontrarsi, giocare, andare a fare la spesa, guardare un film, organizzare meeting con i colleghi di lavoro senza mai spostarsi fisicamente da casa, ma indossando semplicemente un visore col quale è possibile immergersi in questa realtà virtuale.

Si dice che il Metaverso sia il futuro, il prossimo passo dopo Internet, ma realizzarlo non è così semplice e ci vorranno anni per renderlo accessibile e funzionale per tutti. Eppure, qualcuno ci ha già provato in tempi in cui non avremmo mai creduto fosse possibile: era il 2003 e nasceva Second Life.

 

La nascita di Second Life

Philip Rosedale, fisico statunitense, è il fondatore della società Linden Lab, nonché ideatore del mondo virtuale Second Life. Nata come vera e propria piattaforma informatica il 23 giugno 2003, raggiunge la popolarità nel 2013 con un milione di utenti attivi. Nel 2017 il suo tasso di crescita rimane stabile. Gli utenti si chiamano Residenti e possono anche qui, come nel Metaverso, giocare e fantasticare senza un obiettivo finale come succede spesso nei videogame. In questo luogo i Residenti possono prendersi una “pausa dalla realtà” per immergersi in un mondo dove sono liberi di compiere moltissime attività: si può leggere, ascoltare la musica, ballare, visitare gallerie d’arte, fare shopping, mangiare, sedersi al bar, fare sport, prendere il sole, chiacchierare con gli amici, viaggiare con il teletrasporto o con qualsiasi altro mezzo, come ad esempio una macchina o una moto, oppure esistono aree di divertimento esclusivamente per adulti.

La socializzazione avviene attraverso gli avatar virtuali che possono comunicare a voce oppure tramite una classica chat, sia pubblica che privata.

All’interno di Second Life si può lavorare e guadagnare: si paga con la valuta Linden Dollar che può essere trasformata in dollari e in euro dando vita a un modello di business. Second Life, inoltre, è un mondo in continua costruzione, infatti gli utenti possono aggiungere nuovi “pezzi” ai terreni che esistono già, ampliando le isole digitali.

Alcune aziende come Telecom, Warner e Coca-Cola, per esempio, hanno dato vita a isole sempre più grandi e ricercate organizzando eventi che attirassero l’attenzione del pubblico per ottenere più visibilità.

Ciò che conta di più in Second Life è il contatto che si ha con gli altri Residenti, tanto che è possibile incontrare personaggi dello spettacolo come gli U2 o Irene Grandi, che ha girato proprio in Second Life il videoclip della sua canzone Bruci la Città.

Purtroppo però, con il passare del tempo e delle mode, la piattaforma è stata ampiamente abbandonata, e la ragione probabilmente è legata al suo anticipo dei tempi. Second Life è nata troppo presto, o meglio, prima che venisse lanciata la realtà virtuale. La società ha voluto però puntare su altri progetti: Sansar viene lanciata il 31 luglio 2017 con lo stesso intento di Second Life, ma neanche tre anni dopo, il 23 marzo 2020 la società ne annuncia la vendita.

 

Il rilancio di Second Life

Sempre nel 2020, con l’arrivo della Pandemia, Linden Lab ha colto una grande opportunità nel rilanciare il sito Second Life.

A causa dei vari lockdown le persone si sono ritrovate a trascorrere sempre più tempo in casa, azzerando quasi totalmente i contatti sociali. La società, quindi, ha colto la palla al balzo cercando di attrarre aziende e organizzazioni che avevano la necessità di incontrare i loro partner commerciali offrendo il loro servizio; così come anche ad alunni e professori per la didattica a distanza. Dopotutto la piattaforma ha il vantaggio di essere gratuita e, se anche qualcuno volesse uno spazio privato, i costi da sostenere sarebbero accessibili.

Nel discorso più ampio, il Metaverso deve affrontare alcuni problemi: non è ancora chiaro chi dovrà gestirlo, se ne esisterà uno o saranno più Metaversi e, soprattutto, bisogna pensare alla privacy e alla sicurezza degli utenti. Chissà se Second Life potrà entrare nel Metaverso arricchendo così l’offerta di questo mondo virtuale. Come si suol dire, lo scopriremo solo vivendo (nella realtà o in quella virtuale.

 

Concludiamo questo articolo con uno sguardo su questa realtà virtuale:

 

 

 

A cura di

Giulia Rabaioli


FONTI:

CREDITS: