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Sostituzione di persona: dai miti greci ai giorni nostri

Dai miti greci in poi lo scambio di identità, o sostituzione di persona, ha sempre giocato un ruolo fondamentale nella letteratura, nel cinema, nel teatro e nell’arte. Si narra che il dio supremo degli dei dell’Olimpo, Zeus, avesse una vera passione in merito alla sostituzione di persona.

Giove o Zeus, un po’ di storia

I latini lo chiamavano Giove, da Iupiter, i greci lo chiamavano Zeus, gli etruschi Tinia. Comunque lo si chiami, la divinità suprema dell’Olimpo viene descritta come il padre di tutti gli dei, capriccioso e potente. Una figura ambigua, un dio che faceva il bello e il cattivo tempo, in senso letterale. Zeus era il dio supremo della mitologia greca e comandava i fenomeni atmosferici. Era così potente che decideva della vita universale per mezzo di una bilancia su cui pesava il fato degli uomini.

Giove, figlio di Crono e Rea, era il più vecchio dei suoi fratelli, l’unico salvato dalle fauci del padre, che inghiottiva i figli in fasce per paura che lo spodestassero. Cresciuto con le ninfe a cui sua madre lo affidò con uno stratagemma, riuscì a porre fine alla tirannia del padre con l’aiuto di Meti, figlia del titano Oceano, e della titanide Teti. Versando una pozione nella bevanda di Crono gli provocarono il vomitò, liberando così i figli che aveva inghiottito.
I fratelli si spartirono il regno di Crono: Zeus divenne il dio del cielo, Poseidone del mare, e Ade il signore dell’Oltretomba. Il monte Olimpo e la terra divennero i territori comuni.

La sostituzione di persona nel mito di Zeus e Alcmena

Nonostante fosse sposato con Era, Zeus si dilettava nel conquistare mortali e ninfe con i più disparati stratagemmi, e da queste ebbe numerosi figli. Celebre la storia che Zeus ebbe con Alcmena, raccontata da Plauto. Il protagonista, Anfitrione, è sposato con Alcmena, una donna bellissima, di cui il dio si invaghisce. Zeus desidera la ragazza ed escogita un piano: sostituire Anfitrione quando partirà per la guerra. Il dio si finge Anfitrione prendendone l’aspetto e Alcmena è così entusiasta di vederlo tornare prima del previsto che giace con lui. Quando il vero Anfitrione ritorna, Alcmena lo tratta con freddezza, asserendo di essere stata con lui la notte precedente.

Zeus assiste alla violenta lite tra i due e decide di intervenire per svelare il suo misfatto. La coppia non può nulla contro il dio e si rassegna a questo tradimento in cui Alcmena è stata presa con l’inganno. Anfitrione teme l’ira di Zeus e afferma pazientemente che dividerla col grande dio può essere sopportato. Tuttavia, la donna rimane incinta sia di Zeus che di Anfitrione. Partorisce due gemelli. Il primo è divino e ha una forza sovraumana, Eracle o Ercole, il secondo, umano, è Ificle, ed è il figlio di Anfitrione. Era è furibonda e assale Ercole inviando dei serpenti, ma il bambino li strozza con le sue minuscole ma incredibilmente forti mani.

La sostituzione di persona: da ieri a oggi

La triste rassegnazione della violentata Alcmena, trattata come un oggetto dai due uomini, è oggi inaccettabile. Non è pensabile che una persona possa essere vista o considerata come un oggetto da spartirsi, come una proprietà. Altrettanto inaccettabile è lo scambio di identità di Zeus. Oggi la sostituzione di persona è un reato che la legge tratta con severità.

Con i social media è davvero semplice creare un profilo senza utilizzare i propri dati anagrafici reali, parliamo di impersonation. Le fotografie non vengono controllate, gli utenti segnalano quelle che ritengono inopportune, pornografiche o violente, ma mostrare in maniera pubblica un volto o una figura umana qualunque è la normalità. Anche se quelle foto non sono realmente nostre. Capita sempre più spesso di trovare profili “pubblici” nel web da cui poter rubare identità e fotografie, come capita di trovare le proprie immagini in profili Instagram, Facebook e addirittura LinkedIn posseduti da terzi.

La sostituzione di persona è reato?

L’articolo 404 del Codice Penale tutela chi ha subito questo tipo di reato:

Chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, induce taluno in errore, sostituendo illegittimamente la propria all’altrui persona, o attribuendo a sé o ad altri un falso nome, o un falso stato, ovvero una qualità a cui la legge attribuisce effetti giuridici, è punito, se il fatto non costituisce un altro delitto contro la fede pubblica, con la reclusione fino a un anno.

Denunciare è possibile, la legge tutela chi subisce questi attacchi e la Polizia postale è il giusto ente a cui rivolgersi. I profili falsi possono essere chiusi, il proprietario può essere denunciato ed è punibile, come scritto nell’articolo qui sopra.

Alcuni consigli per tentare di evitare il furto del proprio profilo:

  • Non accettare tutti sui social, tra i followers ci potrebbe essere qualcuno che vuole rubare la vostra identità;
  • Settare la privacy in modo che solo i nostri amici, o alcuni di essi, possano vedere le nostre foto e i nostri dati;
  • Se qualcuno dovesse rubare il vostro nome o le vostre foto procedete subito con gli screenshot (fotografate il vostro schermo), sono prove necessarie per la Polizia postale.

Se doveste ritrovarvi in questa situazione, denunciate, non abbiate timore e affidatevi a chi ha più esperienza di voi in materia. Non siamo più nel tempo dei miti greci, oggi ribellarsi è possibile e necessario.

 

A cura di

Giorgia Schiappadori


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