Culture Against Digital Hate

“Catfish: False Identità” e l’amore nell’era digitale

Quali sono i rischi di una relazione online? Quanto allarmismo bisogna adottare per prevenire truffe o estorsioni? I Social Network e le piattaforme digitali sono ormai onnipresenti nelle abitudini dei nativi digitali al punto che, di fatto, sembra impossibile separarsi da essi. Tuttavia un’eccessiva superficialità può ledere psicologicamente e/o fisicamente l’individuo. Per questo negli ultimi anni l’attenzione verso le relazioni sul web si è intensificata. Ciò è avvenuto anche grazie a show televisivi, pubblicità o film. Tra questi, estrema popolarità è stata raggiunta dal programma Catfish: False Identità, trasmesso in Italia su MTV dal 2012.

Scopriamo il catfishing

Il catfishing – ovvero il furto d’identità – è una pratica ormai altamente diffusa nella nuova generazione digitale. Consiste nel nascondersi dietro a un profilo Social, come Facebook, Twitter, Instagram, e nel ledere l’identità dell’interlocutore attraverso una truffa. Alla base di un’operazione di catfishing esiste dunque l’inganno. La vittima, convinta di relazionarsi con un’identità precisa, è in realtà soggetta a una truffa. L’interlocutore si maschera dietro un’identità falsa, solitamente irreale, e persuade la vittima della sua fedeltà. Ciò conduce spesso a estorsioni di denaro o richieste di fotografie con conseguente ricatto. La diffusione della pratica sui Social Network è capillare, a prescindere dall’età degli interlocutori. Il catfishing è estremamente diffuso online poiché lo schermo e la rete non permettono il contatto diretto tra gli utenti, favorendo la diffusione di relazioni ambigue e particolarmente rischiose.

Catfish e catfishing

L’utente che pratica catfishing viene definito un catfish. Il termine è stato utilizzato per la prima volta nel 2010 nell’omonimo docufilm da cui in seguito sarebbe nato il docu-reality televisivo.
La parola catfish significa pesce gatto, colui che tiene sulle spine e inganna. Come spiegato nel documentario infatti, se si inseriscono dei pesci gatto in vasche di merluzzi, i primi riescono a mantenere vigore e attività, evitando il deterioramento. Allo stesso modo, gli ingannatori sui Social Network sono dei grandi pesci gatto che truffano i pesci piccoli, “tenendoli sulle spine”.  Vince, un personaggio del film Catfish, afferma in proposito:

Ci sono, nella vita, persone molto simili ai pesci gatto, che ti danno una botta di vita. Stimolano l’immaginazione, ti fanno pensare, sono aria fresca.

Catfish: False Identità

Catfish: False Identità è dunque uno docu-reality trasmesso su MTV, che racconta casi di falsa identità e denuncia le menzogne delle relazioni online. In onda dal 2012, ha raggiunto negli anni una popolarità estrema. Questo ha richiamato l’attenzione mondiale verso tematiche delicate e particolarmente diffuse nel nuovo millennio. L’idea nasce dal conduttore, Nev Schulman, a seguito della pubblicizzazione di un episodio legato alla sua vita privata. Il docufilm da cui deriva lo show infatti narra la storia dell’inganno subito dal presentatore. L’uomo, si innamorò di una bellissima donna che scoprì in seguito essere una madre sposata di mezza età. L’inganno subito fu architettato con estrema precisione: la donna infatti si nascose dietro un falso nome e fotografie di famiglia. Nev Schulman decise dunque di rendere virale la propria esperienza privata, in modo che fosse da esempio per altre vittime.

Il docu-reality è invece composto da episodi trasmessi con una frequenza periodica. Ciascun episodio narra la storia di una vittima e di un catfish, illustrando il processo di adescamento. Secondo le indagini, i catfish sono mediamente ragazzi di giovane età che progettano l’inganno attraverso uno scambio di sesso. Nev Schulman, accompagnato dal regista Max Joseph, procede con una prima fase in cui le indagini si basano su un’attenta analisi dei Social Network e della relazione multimediale. In un secondo momento, i due convincono il catfish a organizzare un appuntamento dal vivo, smascherando l’inganno.

Linkiesta

Il catfishing è una tendenza sempre più in voga tra i nativi digitali, al punto che il rischio più evidente è quello di un avviamento verso una radicale trasformazione delle relazioni umane. Sembra infatti che la soddisfazione e l’appagamento ottenuti da una relazione multimediale siano equivalenti ai sentimenti provati in un rapporto corpo a corpo con il partner. La tendenza è quella di allontanare l’intimità fisica e il contatto, preferendo la mediazione digitale. Ciò è rilevante a tal punto da destare interesse sociologico: Linkiesta arriva a parlare di “assenza del corpo”. La relazione si basa infatti sulla ricerca di attenzioni filtrate da uno schermo digitale, in cui l’alter ego elettronico risulta spesso più interessante della persona reale. Il rapporto è dunque illusorio, basato su una sconfinata fiducia nei confronti di un’interlocutore fantasma.

Il meccanismo che sta alla base del catfishing è parecchio complesso. Individuare un catfish è infatti un’operazione non banale e richiede un’esperienza alle spalle. Per questo la divulgazione di show televisivi come Catfish: False Identità è utile per sensibilizzare la popolazione riguardo un tema ancora troppo avvolto nelle tenebre della disinformazione.

 

A cura di

Chiara Bozzi


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