Sexting e Grooming

Quattro app per un sexting protetto

Sex & Texting. Rimosso o meno il velo dell’ammissione, queste sono alcune delle attività quotidiane a cui molte persone si dedicano. Che il nostro organismo rilasci dopamina alla ricezione di un messaggio o di una notifica è ormai scientificamente provato e dichiarato. Ma se queste due forme capitali di piacere, Sex & Texting, si incrociassero, che cosa potrebbero generare? L’incontro c’è stato e le due attività si sono unite, sposandosi linguisticamente nella crasi sexting, e dando vita a un fenomeno di considerevole portata che non sembra proprio volersi arrestare.

Genesi del sexting

Si è iniziato a parlare di sexting nel 2005 – medesimo anno in cui è stata distribuita la prima versione di Windows Live Messenger –  quando la rivista australiana «Sunday Telegraph Magazine» l’ha utilizzato per la prima volta. A oggi, attraverso la massima diffusione della messaggistica istantanea e degli smartphone, il sexting è ampiamente frequentato – e non solo dai giovanissimi – tant’è che  il neologismo è entrato a far parte ufficialmente del vocabolario italiano, che così lo definisce:

Invio di messaggi, immagini o video a sfondo sessuale o sessualmente espliciti tramite dispositivi informatici portatili o fissi.

Attorno a questa nuova pratica gravitano potenzialità positive, nuove frontiere linguistiche ed erotiche, nuovi aspetti di educazione civica digitale, ma anche molti rischi e pericoli. Proprio a causa di questi ultimi il fenomeno gode di particolare attenzione mediatica. Il sexting si è, inutile dirlo, maggiormente diffuso tra gli adolescenti, i nativi digitali, diventando una vera e propria moda, un fenomeno virale che spesso è sfuggito di mano agli stessi ragazzi che lo praticavano. Negli ultimi anni si sono registrati molteplici casi di ragazze che hanno subito conseguenze negative per aver fatto sexting con la persona sbagliata, a volte realmente malintenzionata o altre semplicemente inconsapevole e mal-educata.

Rischi del sexting

È qui che arriva in soccorso l’educazione civica digitale, che può fornire conoscenza, consapevolezza dei pericoli e strumenti per proteggersi dagli stessi, a tutti coloro che sono desiderosi di provare il sexting. Uno dei rischi maggiori in cui si può incorrere è l’illecita diffusione di immagini private: utilizzando i tradizionali programmi di messaggistica istantanea, le immagini ricevute e inviate possono essere salvate sul proprio dispositivo. Molteplici sono stati i casi in cui foto intime sono poi state fatte circolare online o mostrate pubblicamente dal proprio telefono, con l’impossibilità di recuperarle e cancellarle. Un comportamento che ha provocato conseguenze negative di estrema gravità, tanto di natura psicologica quanto legale, sia per il mittente sia per il ricevente.

Le diverse forme di sexting

Ma poniamo dei distinguo. Laddove il sexting sia praticato tra persone adulte e consenzienti, che godono di stima e fiducia reciproca – come all’interno di una relazione –, consapevoli dei rischi e non digiuni di educazione civica digitale, il sexting diventa allora un atto di fiducia, uno dei tanti e bellissimi affidamenti al partner che concorrono alla costruzione di un rapporto. Laddove invece il sexting venga praticato come forma di conoscenza di qualcuno che forse non si è mai incontrato o che non si conosce ancora sufficientemente da potergli dare completa fiducia, allora diventa importante proteggersi, sia con un’adeguata educazione civica digitale che con un inventario di app che garantiscono piena sicurezza. La scelta non manca.

Le app per un sexting protetto

Confide

Per uno scambio di messaggi istantaneo e confidenziale, l’app Confide è adatta per conversazioni private al pari di quelle reali. Tutti i messaggi sono protetti dalla crittografia end-to-end (la medesima che protegge i messaggi su Whatsapp da sguardi indiscreti, garantendo che i contenuti siano letti soltanto da mittente e ricevente). Per un sexting sicuro la sola crittografia però non è sufficiente e Confide offre agli users anche altre importanti funzionalità, come l’automatica e istantanea autodistruzione dei messaggi una volta che sono stati ricevuti e letti. In questo modo sarà impossibile copiare, salvare e scaricare qualsiasi contenuto. Funzionalità che non può essere aggirata neppure con il tradizionale ma insidioso screenshot, che ha il magico potere di rendere permanente anche il provvisorio. Infatti Confide impedisce al ricevente di fare screenshot e il mittente viene subito avvisato del tentativo con una notifica.

Dust

“The app that protects you ass(ets)”. Così recita maliziosamente il claim di Dust, l’app dalla grafica ammiccante che converte in polvere ogni traccia digitale. Anche in questo caso, la crittografia è assicurata ed è impedito l’uso degli screenshot. Inoltre è garantita la possibilità di eliminare in maniera definitiva tutti i messaggi – sia invitati che ricevuti – anche una volta letti. Inoltre, Dust allerta istantaneamente l’utente nel caso in cui avvenisse una violazione dei dati personali.

Kaboom

Di natura diversa è Kaboom, che non è un app di messaggistica istantanea ma una piattaforma – in parte simile alla più conosciuta e pioneristica Snapchat – che permette di condividere i propri contenuti multimediali. La novità di Kaboom è che gli users possono caricare sulla piattaforma le proprie immagini da cui l’app genererà un link HTTPS crittografato che sarà possibile inoltrare e condividere anche sugli altri Social Network. In questo modo sarà possibile dialogare con tutti i propri contatti senza doversi limitare solamente a quelli che usano Kaboom. Il manico del coltello sarà però sempre dalla parte del proprietario delle foto. Sarà infatti discrezione di questo scegliere per quanto rendere visibile il post, impostando una precisa data di scadenza; o in base a un timer (a partire da un secondo in su), oppure definendo una soglia di click ricevuti (superata la quale la foto scomparirà).

Juicebox

Per chi vuole sentirsi veramente sicuro e non correre il minimo rischio, esiste anche Juicebox, l’app che fornisce precetti di educazione civica digitale in materia erotica e sessuale. Di recente Juicebox ha lanciato Slutbot, una chatbox vademecum del buon e sicuro sexting. Creata da professionisti del settore e guardando direttamente e coraggiosamente alle nuove frontiere del sesso, Slutbot è uno spazio sicuro che permette di praticare il dirty talk con un android, in base alle proprie esigenze e curiosità. In questo modo gli users possono trovare ispirazione, imparare a conoscersi e a sviluppare una maggiore fiducia in se stessi e nella propria sessualità.

 

A cura di

Camilla Longo Giordani


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