Cyberbullismo: enti a tutela dei più giovani

L’aumento esponenziale dei casi di cyberbullismo è preoccupante. Ancora di più se si pensa che queste violenze nascono dietro a uno schermo. I rischi connessi al cattivo utilizzo di Internet sono evidenti e il problema di maggior portata è legato al fatto che i giovani d’oggi in molti casi non possiedono gli strumenti per un uso consapevole del web.

Educazione digitale per combattere il cattivo uso del web

Oggi si parla di furto online, di stalking, di porno-vendetta (conosciuta anche come ‘revenge porn’), di oltraggio e denigrazione. Problemi emergenti, che possono essere arginati grazie all’educazione civica digitale. Questa verrà introdotta nelle scuole a partire dal prossimo settembre e avrà lo scopo di istruire e guidare i ragazzi in questo tortuoso e lungo percorso di acquisizione di una maggiore consapevolezza riguardo l’utilizzo di Internet.

Altre forme di tutela

Sono inoltre nate nuove forme di tutela e protezione. In questo grande calderone, il Telefono Azzurro svolge un ruolo di primaria importanza. Onlus nata nel 1987, si è sempre posta l’obiettivo di difendere i diritti dell’infanzia.

“[…] Telefono Azzurro si interroga su come da risposte adeguate alle nuove esigenze dei giovani

spiega Ernesto Caffo, presidente dell’associazione.

Complice innanzitutto l’avvento travolgente della rivoluzione digitale, che ha annullato le barriere e di cui i ragazzi sono protagonisti ma anche vittime, la difesa dell’infanzia non può che essere affrontata a livello interazione, partendo sempre da un impegno effettivo e quotidiano nel locale”.

Telefono Azzurro è noto per fornire assistenza telefonica a tutti i bambini, ragazzi e adolescenti, che non si sentono al sicuro nella propria situazione. Chiunque può chiamare e raccontare il suo problema. Dietro la cornetta vi sono volontari, educatori, psicologi infantili e medici pronti ad aiutare e a sostenere qualunque persona si senta in difficoltà. Il numero di riferimento è 1.96.96.

Contro il cyberbullismo

Oltre a Telefono Azzurro, esistono numerosi enti che si battono per attenuare il problema delle risultanti del cattivo uso del web. Sono molte per esempio le iniziative nate negli ultimi anni volte ad arginare il fenomeno del cyberbullismo.

Un esempio è Genertel. Il suo progetto ‘Quality Home & Care’ è pensato proprio per tutelare in caso di aggressioni digitali. Un fenomeno che, per altro, colpisce persino gli adulti. Genertel fornisce supporto psicologico e morale; eventualmente, inoltre, sostiene nel tentativo di ottenere un giusto risarcimento economico.

Manlio Lostuzzi, amministratore delegato e direttore generale, afferma:

Il bullismo e il cyberbullismo sono dei rischi emergenti e rappresentano un tema importante per le famiglie”.

Cyberbullismo: Regione Lombardia e Bullout

Nasce poi, grazie all’impegno di Regione Lombardia, ‘Bullout’. Grazie alla legge 1 del 7 febbraio 2017 – ‘Disciplina degli interventi regionali in materia di prevenzione e contrasto al fenomeno del bullismo e del cyberbullismo’, si è dato il via a un vero e proprio programma di tutela. In merito, Attilio Fontana, afferma:

Il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo coinvolge ambiti operativi trattati da diversi Assessorati e sviluppati dalle Direzioni Generali con iniziative destinate alle famiglie, al mondo della scuola, alle associazioni […]. Per questo abbiamo deciso di mettere a fattore comune le informazioni legate a questi temi in modo da offrire un unico palinsesto che si servirà dei nostri Uffici Territoriali Regionali per assicurare una capillarità nella diffusione di iniziative ed eventi”.

Il primo punto preso in considerazione riguarda la preparazione degli insegnanti circa il problema. Infatti, sono stati creati numerosi percorsi destinati a coloro che sono sempre a contatto con i giovani. Anche in questo modo, l’educazione civica digitale aumenta la sua portata e la sicurezza viene ottimizzata.

Cyberbullismo: il vademecum Corecom

Un altro grande passo in avanti viene da Corecom Lombardia, Comitato Regionale per le Comunicazioni, che assicura controllo, tutela e sicurezza nel sistema della comunicazione. La sua presidente – Marianna Sala – all’inizio dell’anno ha presentato il vademecum ‘Guida alla tutela dell’identità digitale’, consultabile e scaricabile dal sito ufficiale ‘Corecom’.

Il Vademecum è un vero libretto di istruzioni, che insegna come tutelare la propria sicurezza online. Ci sono indicazioni su come proteggere le password e i propri dati personali, sulle modalità di navigazione e interazione online e sulla protezione della privacy. Si tratta di una sorta di piccolo manuale, di sole otto pagine, che indica tutte le procedure da seguire per non andare incontro a spiacevoli sorprese. È anche questo un valido progetto di educazione civica digitale.

La novità sta nell’autonomia: i ragazzi non si rivolgono a enti o specialisti del settore, ma cercano di risolvere la questione in maniera autosufficiente. Leggono, si informano, si confrontano e spesso individuano il problema alla radice. Grazie anche a questo, si va incontro a una presa di coscienza da parte del giovane. Il problema può così essere risolto dalle origini.

La presidente ha evidenziato:

Sono i ragazzi fra i 13 e i 18 anni quelli potenzialmente più esposti ai pericoli della rete. In particolare sette adolescenti su dieci sono sui social già prima dei 14 anni. E sempre circa sette su dieci almeno una volta si sono imbattuti in un amico ‘inesistente’”.

L’educazione civica digitale come risposta

L’educazione civica digitale è fondamentale sia per i ragazzi sia per coloro che vivono quotidianamente questi disagi. Anche la presenza di enti e organismi di difesa può fare la differenza. I ragazzi si sentono protetti, e con i progetti di educazione digitale attuati vengono resi maggiormente consapevoli sul buon utilizzo del web. Solo portando avanti progetti di questo tipo sarà possibile la costruzione di un web più sano e davvero alla portata di tutti.

 

A cura di

Giada Miozzo

 


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