Educazione Civica Digitale

Trolling o Cyberbullismo? Come distinguerli e difendersi

Nell’ambito dell’educazione civica digitale, il trolling è una pratica che prevede la pubblicazione online di messaggi provocatori, inutilmente offensivi e spesso fuori tema, con l’intento di creare confusione e scatenare litigi e discussioni sul web. Questo fenomeno, che ha lo scopo di causare scompiglio attraverso affermazioni violente e offensive, è molto comune nell’ambito di social media quali YouTube, Facebook e Instagram.

Trolling o Cyberbullismo?

Sebbene secondo l’educazione civica digitale il trolling sia una forma di cyberbullismo, questi due fenomeni hanno alcune differenze.
Un cyberbullo si concentra in modo particolare su un individuo, con lo scopo di ferirlo e attirare attenzione negativa su di lui. Lo scopo è fare online shaming o intimidire la vittima designata. Invece, l’internet troll cerca una reazione in una comunità, in un gruppo, con l’obiettivo di concentrare l’attenzione su di sé, spostandola dal contenuto e dal suo autore. Vogliono risposte ai loro commenti da parte degli utenti e, più attenzione ricevono, maggiore è la probabilità che agiscano di nuovo.

Grazie all’educazione civica digitale è facile capire la differenza tra un cyberbullo e un troll. Questa è fondamentale perché permette di identificare il modo migliore per renderli innocui.

Precauzioni contro il trolling

Dal momento che, come si è visto, ciò che fomenta il troll è l’attenzione, secondo i principi dell’educazione civica digitale, la prima cosa da fare è non rispondere ai messaggi provocatori (nel gergo del web “Do not feed the troll”). Solitamente ignorarlo è sufficiente e lo spingerà a cercare attenzioni altrove.
Eventualmente è possibile bloccarlo, per essere sicuri che non si ripresenti in futuro – sebbene spesso si nascondano dietro falsi profili. Inoltre è opportuno segnalarlo al sito o al social network, in modo che possano essere presi provvedimenti al riguardo.

Precauzioni contro il cyberbullismo

Nel caso di un cyberbullo la questione è diversa. Lo scopo delle sue azioni non è semplicemente creare confusione per il gusto di farlo, ma prendere di mira un utente per umiliarlo, intimidirlo e provocargli sofferenza tramite minacce e insulti. Per questo le azioni da mettere in atto possono avere risvolti anche dal punto di vista legale.

Innanzitutto, come per il trolling, è bene non rispondere a nessuno dei messaggi ma bloccare subito l’individuo, segnalando la cosa al sito o al social su cui sono stati postati i contenuti offensivi. In aggiunta, è bene fare degli screenshot ai commenti del cyberbullo, da utilizzare nel caso in cui sia necessario passare alla fase successiva, cioè all’azione legale.

Prevenire attraverso l’educazione civica digitale

Malgrado le sottili ma sostanziali differenze, entrambi i fenomeni sono riconosciuti come cyberbullismo e non vanno quindi presi alla leggera, soprattutto nel momento in cui provocano umiliazione nella vittima e sofferenza. Conoscere questi comportamenti ed essere consapevoli delle buone pratiche dell’educazione civica digitale è fondamentale per non diventarne vittime impotenti.

 

A cura di

Maria Bellotto


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