Odio digitale

Hana Kimura: un caso di cyberbullismo

Le vittime di cyberbulling nel mondo sono davvero molte. Questo fenomeno coinvolge soprattutto i più giovani e può portare a delle vere e proprie tragedie, come dimostra la triste storia di Hana Kimura, wrestler giapponese vittima di cyberbullismo, morta suicida a causa degli insulti ricevuti sul web.

Cos’è il cyberbullismo?

Bill Belsey ha coniato il termine cyberbullismo per indicare una forma di bullismo prettamente digitale, in quanto  attuata attraverso internet e i dispositivi elettronici. Si può inoltre distinguere tra:

  • Cyberbullismo: un fenomeno che si manifesta tra minorenni;
  • Cybermolestia: la quale avviene tra persone adulte o tra un adulto e un minorenne.

Esattamente come le forme di bullismo tradizionale, in Italia il cyberbullismo può essere considerato un reato, in quanto in alcune sue forme vìola le norme del Codice civile, del Codice penale e del Codice per la protezione dei dati personali. Purtroppo, per le autorità risulta più difficile individuare e fermare episodi di cyberbullismo, poiché esso si manifesta in una dimensione completamente digitale, colpendo la vittima ogni volta che essa si trova online.

Tipologie di cyberbullismo

Questo fenomeno presenta diverse forme, per questo motivo gli studiosi parlano di categorie del cyberbullismo. Esse sono:

  • Flaming: si verifica con messaggi online violenti e scurrili su chat e forum:
  • Molestie: si tratta dell’invio ripetuto di messaggi contenenti insulti nei confronti di un individuo;
  • Denigrazione: quando si parla male di qualcuno sui gruppi social o via messaggistica istantanea con l’obiettivo di rovinare la sua reputazione;
  • Sostituzione di persona: ciò si verifica quando un individuo si fa passare per un altro con l’obiettivo di spedire messaggi o pubblicare post che possono suscitare antipatia e odio;
  • Inganno: avviene quando una persona condivide le informazioni ottenute da un individuo tramite mezzi elettronici con terzi;
  • Esclusione: si attua eliminando volontariamente una persona da un gruppo online per provocare in essa un senso di emarginazione;
  • Cyberstalking: avviene nel caso di molestie e minacce ripetute, volte a terrorizzare un individuo;
  • Doxing: si tratta della diffusione in internet di dati personali e sensibili.

In ogni caso i cyberbulli, esattamente come i bulli tradizionali, tendono a scegliere persone più deboli, o considerate diverse, come bersaglio. I loro atteggiamenti violenti possono portare a importanti danni psicologici, come la depressione, e nel peggiore dei casi anche al suicidio.

Hana Kimura e il cyberbullismo in Giappone

Contrariamente a quel che si pensa, anche le celebrity vengono spesso colpite da fenomeni di cyberbullismo. È il caso di Hana Kimura, una wrestler giapponese morta suicida a soli ventidue anni, a causa dei violenti commenti a lei rivolti sul web da numerosi hater.

La giovane wrestler, divenuta famosa grazie  a «Terrace House», è stata letteralmente bombardata da insulti e minacce a causa di una puntata della celebre serie targata Netflix. “Muori”, “Sei disgustosa”,  “Devi sparire”  sono solo alcuni esempi delle offese rivolte alla star di Netflix dai cyberbulli. Nei giorni precedenti la sua scomparsa, Hana Kimura ha  condiviso sui suoi canali social alcuni messaggi in cui si definiva dispiaciuta e molto provata dalla situazione. Il suo ultimo post, pubblicato su Instagram, la ritrae insieme al suo gatto con una brevissima didascalia in giapponese con scritto “addio”. Questo messaggio è stato in seguito interpretato come un chiaro segnale della volontà suicida della wrestler giapponese.

Giappone: in cantiere una legge contro il cyberbullismo

Il tragico episodio di cyberbullismo che ha portato la ventiduenne Hana Kimura a togliersi la vita, ha profondamente scosso l’opinione pubblica in Giappone. L’ex primo ministro Yukio Hatoyama ha affermato:

“Casi come quelli di Kimura non devono ripetersi, è il momento che la politica inizi a ragionare seriamente su come affrontare il cyberbullismo, un’istigazione collettiva al suicidio che non può rimanere impunita”.

Anche la lottatrice Ronda Rousey, medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Pechino 2008, ha chiesto con forza una presa di posizione da parte della politica giapponese sul tema del cyberbullismo:

“Non conoscevo personalmente Hana Kimura ma quanto le è accaduto non dovrebbe essere sottovalutato. Il cyberbullismo è un problema serio da risolvere, perché offendere dietro uno schermo non toglie nulla alla gravità del gesto. Una minaccia crescente alla quale va messo un freno”.

Inoltre, come ricordano il giocatore di pallacanestro Ryo Tawatari e l’attrice Emika Mizukoshi, l’odio rivolto ad Hana Kimura non è un caso isolato in Giappone. Gli stessi Tawatari e Mizukoshi hanno ricevuto insulti e minacce per aver partecipato a «Terrace House». Così il governo giapponese ha iniziato a lavorare per realizzare una legge che possa permettere l’identificazione e la punibilità degli haters, in modo da poter disincentivare e arginare nuovi casi di cyberbullismo.

 

A cura di

Valeria Vinzia


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